PHOTO/ OLIVIERO TOSCANI PROFESSIONE FOTOGRAFO UNA MOSTRA A VIESTE FINO A SETTEMBRE

«Sono un situazionista: l’immagine la trovo tra le cose che offre la realtà. In vita mia non mi sono mai posto il problema di avere un’idea, di creare dal nulla. Mi si pone davanti un problema, ci ragiono, lo analizzo e l’idea viene fuori. Non sono mai stato assillato dal fatto di avere un’idea». E’ quanto afferma Oliviero Toscani di se stesso.

Al Museo Archeologico Petrone, il Comune di Vieste, con il Patrocinio della Regione Puglia, presenta dal 23 marzo al 30 settembre 2024 la mostra “Oliviero Toscani: professione fotografo”, prodotta da Giuseppe Benvenuto e curata da Nicolas Ballario, Susanna Crisanti in collaborazione con il Polo Culturale. In una mostra che ripercorre la carriera del grande fotografo, oltre 100 fotografie mettono in scena la potenza creativa e la carriera di Oliviero Toscani attraverso immagini più e meno note.
Toscani mediante la fotografia ha fatto discutere il mondo su temi come il razzismo, la pena di morte, l’AIDS, la guerra, il sesso, la violenza, l’anoressia e molto altro.

Ci saranno tutte le sue campagne più famose in mostra, quelle che hanno scosso l’opinione pubblica attraverso affissioni e pagine di giornali, ma anche un Toscani meno conosciuto, come quello dei primissimi anni. Dunque tra i lavori in mostra il famoso manifesto Jesus Jeans ‘Chi mi ama mi segua’, Bacio tra prete e suora del 1992, i Tre Cuori White/Black/Yellow del 1996, No-Anorexia del 2007 e moltissime altre, ma anche le immagini realizzate per la e addirittura quelle del periodo della sua formazione alla Kunstgewerbeschule di Zurigo. In mostra anche decine di ritratti che hanno “cambiato il mondo”, come Mick Jagger, Lou Reed, Carmelo Bene, Federico Fellini e i più grandi protagonisti della cultura dagli anni ’70 in poi.

«È impossibile esporre tutto il lavoro di Oliviero Toscani – dice il curatore della mostra Nicolas Ballario – ma con questa mostra vogliamo offrire una panoramica su uno dei fotografi più prolifici e celebrati di sempre, che è riuscito a essere inconfondibile e riconoscibile pur non essendosi mai piegato un unico “stile”. È un artista immenso e chi verrà in mostra potrà conoscerne i lati più inaspettati». A Vieste sarà inoltre allestita una parete con la serie di fotografie che Toscani ha scattato a Andy Warhol negli anni ’70 e ’80: una sezione che unirà idealmente l’esposizione del fotografo a quella del padre della Pop Art, al quale sarà dedicata una mostra al Castello Svevo.

«La mostra di Oliviero Toscani rappresenta un’occasione straordinaria per Vieste di celebrare e valorizzare l’arte fotografica contemporanea – dichiara l’Assessora alla Cultura del comune di Vieste Graziamaria Starace. – Siamo estremamente orgogliosi di poter ospitare le opere di un artista di fama mondiale come Toscani e siamo certi che la sua esposizione susciterà grande interesse e apprezzamento tra i tanti visitatori e turisti che accorreranno. Alla mostra – prosegue la Starace – si aggiungono inoltre, grazie ad una affascinante coincidenza, alcune foto personali che Toscani scattò a Andy Warhol – altra importantissima mostra che ospiteremo nella nostra città – ed è un fatto del tutto inedito che il maestro, saputo della concomitanza, abbia proposto di esporre le sue foto legate all’amico Warhol, che indubbiamente influenzò in maniera importante la sua produzione fotografica. Sono convinta che questa coincidenza renderà l’esposizione ancora più allettante ed entusiasmante, insediandosi in una dimensione ancora più intima dell’autore. Le sue opere sono un vero e proprio inno alla creatività e alla diversità, e siamo certi che sapranno emozionare e ispirare tutti coloro che avranno la fortuna di poterle ammirare. Stiamo lavorando per garantire che l’evento sia un successo e che tutti coloro che parteciperanno possano vivere un’esperienza indimenticabile. Le immagini, racchiuse in questa personale dal titolo Professione Fotografo, sono potenti, provocatorie e spesso iconiche, e sono sicura che susciteranno un dibattito interessante».Vieste dimostra la sua ambizione e crescita in ambito culturale grazie alla mostra “Professione Fotografo” di Oliviero Toscani»: questo invece il commento del Sindaco Giuseppe Nobiletti.
«Questa – prosegue il primo cittadino – sarà un’opportunità unica per i nostri cittadini e per i visitatori di immergersi nell’arte e nella creatività di un talento così eccezionale.

 


Questo straordinario fotografo italiano è conosciuto in tutto il mondo per il suo talento unico nel catturare l’essenza della bellezza e dell’autenticità, valori che rispecchiano perfettamente lo spirito di Vieste. Sono sicuro che questa mostra contribuirà ad arricchire il nostro patrimonio culturale e a promuovere la nostra città come destinazione turistica di prestigio».

La mostra intende offrire una sintesi dei tanti ambiti della creatività toccati da Oliviero Toscani nella sua vita. Toscani nasce a Milano nel 1942 ed è figlio d’arte: suo padre, Fedele, è stato infatti il primo fotoreporter del Corriere della Sera. Sono proprio il padre, la sorella e il cognato Aldo Ballo (il più affermato fotografo del design milanese) a spingerlo a studiare in una grande scuola assecondando il desiderio di diventare un grande fotografo. La scuola migliore in quel momento si trova a Zurigo, la Kunstgewerbeschule, con Johannes Itten come preside – il maestro del colore della Bauhaus – e con alcuni dei più importanti grafici e fotografi del mondo come insegnanti. Qui impara la teoria del colore, la tecnica e la composizione. Si diploma nel maggio del 1965 e finalmente può cominciare quella che si sarebbe rivelata una carriera brillante. Sono gli anni della frattura con il vecchio mondo, gli anni dei Beatles e dei Rolling Stones, della minigonna inventata da Mary Quant, sono gli anni delle contestazioni studentesche. Toscani immortala quei momenti con la sua macchina fotografica e non si lascia sfuggire gli eventi salienti che contraddistinguono la sua generazione.

È in prima linea al concerto del Velodromo Vigorelli di Milano per fotografare i Beatles in occasione della loro unica tournée italiana. Baffi alla Gengis Khan, stivaletti della beat generation e ovviamente capelli lunghi, Toscani ci mette poco ad affermarsi e a diventare uno dei fotografi più richiesti dalle riviste di tutto il mondo. Il suo primo grande scandalo è del 1973: fotografa in primissimo piano il fondoschiena di Donna Jordan con su i jeans del marchio Jesus e ci piazza sopra lo slogan “Chi mi ama, mi segua”. Il manifesto fa il giro del mondo e le polemiche infuriano come mai prima era successo intorno a una pubblicità. È Pier Paolo Pasolini sulla prima pagina del Corriere ad ammonire tutti quei facili moralismi, parlando di come quell’immagine ponesse un fatto nuovo, una eccezione nel canone fisso dello slogan, rivelandone una possibilità espressiva imprevista. Il nome di Oliviero Toscani, e non solo le fotografie, è ormai noto in tutto il mondo.

Agli inizi degli anni ’70 Toscani decide di trasferirsi a New York e non va a vivere in un posto qualunque: si trasferisce per qualche tempo al Chelsea Hotel, intorno alle cui stanze ruota tutta la cultura underground della grande mela. È lì che abitano o avrebbero abitato Bob Dylan e Leonard Cohen, Iggy Pop e Sam Shepard, Tom Waits e Robert Mapplethorpe. È lì che verrà trovato il corpo senza vita di Nancy Spungen, per il cui omicidio venne arrestato Sid Vicious. Di questi anni è il fidanzamento con la modella Donna Jordan e la frequentazione della Factory di Andy Warhol, amico e modello per sue le fotografie. Oliviero Toscani passa le serate al Max’s Kansas City o al Club 54 e fotografa tutti i protagonisti della scena musicale e creativa di allora: Mick Jagger, Joe Cocker, Alice Cooper, Lou Reed. Quest’ultimo sceglie proprio uno scatto di Toscani per la copertina di un suo disco del 1974. Già a quell’epoca Toscani ha una capacità incredibile di cogliere i talenti nascosti ed è lui a proporre alle redazioni le prime fotografie fatte ad una ancora sconosciuta Patti Smith, appena trasferitasi a New York.

Gli anni ’70 sono quelli che lo vedono come forza creativa dietro i più grandi giornali e marchi di tutto il mondo: Vogue, Harpe’s Bazaar, GQ, Elle. E poi Missoni, Valentino, Armani, Esprit, Prenatal, Chanel e soprattutto Elio Fiorucci, il vero innovatore della moda a livello mondiale, con il quale Toscani stringe una forte collaborazione, oltre che un’amicizia indissolubile. Nel 1982 avviene invece l’incontro che cambia il mondo della comunicazione: Toscani inizia a realizzare le campagne per Benetton, dando vita a una serie ormai radicata nell’immaginario di tutti. Viene inventato il marchio “United Colors Of Benetton”, quel rettangolino verde che sarà posto sulle fotografie che scuoteranno le coscienze del mondo. Toscani ribalta il senso delle fotografie di moda e con le campagne Benetton parla di razzismo, fame nel mondo, AIDS, religione, guerra, violenza, sesso, pena di morte. In quegli anni attira su di sé pesantissime accuse, quelle di sfruttare i problemi del mondo per fare pubblicità ai maglioni. È l’esatto contrario: Toscani usa il mezzo pubblicitario per parlare dei problemi del mondo.

Anche dopo Benetton i suoi “scandali via advertising” arrivano puntuali: dà uno slancio alla discussione sulla regolamentazione delle unioni gay, creando una grande campagna che mostra una coppia di omossessuali in atteggiamenti affettuosi su un divano o spingere un passeggino. Nel 2007 invece scuote violentemente il fashion system, facendo trovare pronta proprio per la settimana della moda di Milano una campagna con la fotografia di una ragazza anoressica completamente nuda, a mostrare i segni distruttivi della malattia che le case di abbigliamento invece sfruttano. Nel 2018 torna a dirigere FABRICA, il centro di ricerca sulla comunicazione fondato insieme a Luciano Benetton quasi 30 anni prima. In mostra c’è anche il primissimo piano di un uomo di etnia africana con due occhi di colore diverso tra loro, fotografia con la quale Toscani lanciò il centro di ricerca: David Bowie fu così colpito da quell’immagine da decidere di scrivere la canzone Black Tie, White Noise.

Oliviero Toscani è nato a Milano nel 1942 e ha studiato fotografia e grafica all’Università Delle Arti di Zurigo dal 1961 al 1965. È conosciuto a livello internazionale come la forza creativa dietro i più famosi giornali e marchi del mondo, creatore di immagini corporate e campagne pubblicitarie. Tra gli ultimi progetti: la collaborazione con la Crocerossa Italiana, con l’Istituto Superiore della Sanità, con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e alcune campagne di interesse e impegno sociale dedicate alla sicurezza stradale, all’anoressia e alla violenza contro le donne. Dopo oltre cinque decadi di innovazione editoriale, pubblicità, film e televisione, ora si interessa di creatività della comunicazione applicata ai vari media, producendo progetti editoriali, libri, programmi televisivi, mostre, esposizioni e workshop.

 

Oliviero Toscani. Professione fotografo

Apertura: 23/03/2024

Conclusione: 30/09/2024

Curatore: Nicolas Ballario, Susanna Crisanti

Luogo: Vieste, Museo Archeologico Petrone

Indirizzo: Piazzetta Cappuccini, Lungomare Amerigo Vespucci – 71019 Vieste (FG)

Orario: marzo, aprile, maggio sabato e domenica 10.00 -13.00 e 16.00-20.00 | aperture straordinariae 1 aprile, 25 aprile,1 maggio | giugno martedì-domenica 18.00-22,00 | luglio-agosto martedì-domenica 18.30-00.00 | settembre martedì-domenica 18.00- 22.00

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