FOOD/ SPAGHETTI AL NERO DI SEPPIA E UN CALICE DI BIANCO GRISARA IGT 2024 CERAUDO

SE C’E’ ANCORA VOGLIA DI MARE E DI PRANZI ALL’APERTO IL MOMENTO GIUSTO PER PREPARARE GLI SPAGHETTI AL NERO DI SEPPIA UN PIATTO FACILE E GENUINO CHE SI PREPARA UN POCHISSIMO TEMPO… ET VOILA’…

 

 

VINO IN ABBINAMENTO: GRISARA IGT 2024 CANTINE CERAUDO – CALABRIA – ITALY

 

 

Il Grisara si è meritato la denominazione di Val di Neto IGT ed è prodotto con il solo utilizzo dell’uva Pecorello, un vitigno autoctono recuperato grazie al sapiente lavoro di Roberto Ceraudo. Dopo una vendemmia verde, ovvero la raccolta manuale delle uve, si procede alla fermentazione senza ricorrere a lieviti selezionati e al successivo affinamento in acciaio per alcuni mesi.

Da questa lavorazione semplice e biologica, si ricava un vino dal grande equilibrio che ha ricevuto numerosi apprezzamenti. Il Grisara si presenta con un colore giallo paglierino e con un aroma fragrante caratterizzato da sentori di fieno, agrumi come il pompelmo amaro. Al palato il Grisara di Ceraudo risulta molto fresco, ben equilibrato e arricchito da una nota sapida e minerale.

L’annata del 2016 del Grisara di Ceraudo, ha rappresentato l’eccellenza di questo vino ottenendo, infatti, numerosi riconoscimenti tra cui anche ben tre bicchieri dal Gambero Rosso.

Al fine di godere al meglio di un vino così importante è necessario consumarlo a 8°10°C, pronto da bere subito, ma se riposa in bottiglia renderà al meglio. Ottimo con antipasti di pesce, primi di pesce, secondi di pesce, carni bianche e formaggi semi stagionati.

 

 

LA CANTINA

 

La Cantina Ceraudo sorge a Dattilo, un piccolo paradiso a due passi da Strongoli. Basta varcarne il cancello per ritrovarsi di colpo in una rarefatta atmosfera d’altri tempi fatta di un antico borgo rurale con la sua chiesetta al centro, circondato da vigneti e uliveti curati come un giardino.

Questo è il regno di Roberto Ceraudo, uno dei pochi produttori calabresi che già nei primi anni ’90 aveva abbracciato con entusiamo l’agricoltura biologica così come adesso quella biodinamica. La produzione della cantina è di circa 70.000 bottiglie all’anno; l’azienda produce inoltre 30.000 bottiglie di olio extra vergine d’oliva.

Cantina Ceraudo riveste oggi un ruolo importante nel panorama enologico calabrese; la produzione volge costantemente l’attenzione alla ricerca della qualità, nel pieno rispetto e nella valorizzazione di territorio e del microclima. La costa ionica crotonese rappresenta un territorio suggestivo e votato alla produzione di vini bianchi, rosati e rossi, menzionati e premiati da importanti guide di settore.

La filiera produttiva viene seguita e gestita interamente dalla consulenza dell’enologo Fabrizio Ciuffoli, dando luogo ad un micro sistema molto simile a quello in uso nelle piccole fattorie tradizionali. L’uva appena raccolta, viene immediatamente trasformata all’interno della cantina aziendale, con una fermentazione dei mosti a temperatura controllata.

L’esposizione dei filari verso il mare, il particolare microclima e la consistenza del terreno, conferiscono ai vini profumi intensi, persistenti e freschi; tra i vitigni coltivati dalla cantina, vi sono lo chardonnay di varietà internazionale, accompagnato da una serie di vitigni autoctoni, quali il greco bianco, il mantonico e il pecorello (uve a bacca bianca); si coltivano poi il gaglioppo, il magliocco e il cabernet sauvignon, tra i vini a bacca rossa.

 

 

 

 

 

INGREDIENTI:

 

380 gr di spaghetti (o linguine)

olio evo

sale fino

pepe nero

prezzemolo

2 seppie

il sacchettino del nero di seppia

mezzo bicchiere di vino bianco

1 spicchio di aglio

 

 

PREPARAZIONE

 

Lavare le seppie anche se immaginiamo che in pescheria sono già state pulite e liberate dell’osso di seppia e fatte a striscioline. Naturalmente è stata conservata il sacchettino contenente il nero di seppia. In una padella capiente mettere l’olio evo, uno spicchio di aglio e dopo averlo rosolato aggiungere le seppie e togliere l’aglio. Fare cuocere per una decina di minuti, poi aggiungere il vino bianco e fare sfumare. Cuocere per almeno altri dieci minuti, fino a che le seppie non saranno morbide, da controllare aiutandosi con una forchetta.

Nel frattempo mettere l’acqua a bollire per cuocere la pasta. Aggiungere il sale, tagliare a pezzettini il prezzemolo. Intanto nella padella fare sciogliere il sacchettino di nero di seppia, aiutandosi con una forchetta, quando tutto il nero di seppia sarà venuto fuori, togliere il sacchettino e gettarlo. Per 4 persone un sacchettino dovrebbe bastare, ma se si preferisce la pasta più “nera”, allora si possono aprire in padella tutti e due. Scolare la pasta al dente, aggiungerla nella padella e mantecare. Mettere infine il prezzemolo, una spolverata di pepe nero e impiattare. Per rendere ancora più buono il nostro piatto, su ogni pietanza aggiungere un filo di olio extra vergine d’oliva. Et Voilà… Gli spaghetti al nero di seppia sono pronti!

 

 

 

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