Nanni Moretti e il tempo dell’amore Succederà questa notte
Sono profondamente morettiana, per aver seguito la sua cinematografia da Io sono un autarchico, per spirito critico, per simpatia. Ma a Nanni Moretti riconosco soprattutto la capacità di individuare gli avvenimenti ancor prima che l’opinione pubblica venga bersagliata da giornali e tv sull’argomento. E’ stato cosi’ per il Caimano, cucito addosso a Berlusconi e al berlusconimo, ed anche per il film Habemus Papam, che parlava dell’abbandono del papato da parte di Benedetto XIII, molto prima che cio’ accadesse. Questo fa di lui un vero artista, con la profonda attitudine che hanno solo gli artisti di vedere prima. Come lui mi trovero’ sempre d’accordo con una minoranza, e lo ricordo quando dal palco di Piazza Navona, in una manifestazione dei girotondi disse: “Mi dispiace ma con questa questi dirigenti non vinceremo mai…”, riferendosi alla politica di allora, siamo nel 2002, e in particolare agli interventi di Fassino e Rutelli che lo avevano preceduto sullo stesso palco. Ora forse è anche peggio. O molto peggio…E poi adoro Louis Garrel, con quella faccia un po’ cosi’. Dove c’e’ tutto. Attore, sceneggiatore, regista francese, con quel suo accento d’oltre confine che piace tanto in Italia e che fa chic, con cui parla quasi perfettamente la nostra lingua, con solo qualche sbavatura che lo rende irresistibile. Ex compagno di Valeria Bruni Tedeschi, con cui hanno adottato una figlia senegalese, Oumy Bruni Garrel, non si è fatto intimidire dalla differenza d’età. Del resto la ragazza merita. E’ bella, simpatica, coinvolgente. E anche molto brava. E poi c’è lei. Piu’ morettiana che mai, Jasmine Trinca che deve a Nanni Moretti il suo esordio nel cinema proprio con Il Caimano e poi con La stanza del figlio. Un po’ come avvenne con Laura Morante. I film di Nanni Moretti, lasciano sempre qualcosa nella mente: “Le parole sono importanti”, da Palombella rossa, la scena della cioccolata e l’affermazione ” Adesso a me chi mi vuole bene” di fronte alla perdita della madre, in Bianca, e poi il giro per Roma in vespa a ferragosto e in Caro diario, e l’espressione “Faccio cose, vedo gente”, in Io sono un autarchico… Anche se i film di Moretti non dovessero piacere, c’è sempre un rilievo, una critica, un pensiero che resta oltre il film e che fa storia. E poi sempre in Bianca, una splendida interpretazione di Laura Morante, bellissima come non mai, dove Moretti racconta che le persone si riconoscono dalle scarpe… “Ogni scarpa una camminata”, ogni camminata una visione del mondo… Ricordo un banchiere che andava in giro con le scarpe col marchio Gucci, tanto per solcare le differenze, e ricordo i racconti dei mie zii in Calabria nel dopoguerra che da bambini andavano in giro scalzi per i vicoli del paese… Continuo a vedere turiste straniere davanti le vetrine dei negozi di calzature nel centro di Roma ammaliate dalle scarpre di manifatture italiane…
IL FILM
Ipirato dalla narrativa di Eshkol Nevo che ha attraversato con la scrittura le infinite forme del desiderio. Forme che, di volta in volta gioiose o perturbanti, torbide o pure, alimentano o infrangono le magnifiche storie d’amore, familiari e d’amicizia da lui raccontate. Il desiderio, nella sua inaccessibile oscurità, è insomma ciò che fa sì che la narrativa di Nevo assolva il compito proprio della scrittura capace di avvincere il lettore: “parlare”, come indica Sebald, “in maniera chiara di cose oscure”. Le storie contenute in Legami non soltanto non fanno eccezione a questo compito, ma costituiscono una delle sue più riuscite conferme. E qui trova spunto anche Moretti detto Nanni.
Eshkol Nevo e Nanni Moretti
Con Jasmine Trinca e Louis Garrel, “Succederà questa notte” attraversa incontri, malattie, famiglie e occasioni mancate per arrivare a una certezza: finché c’è tempo, qualcosa può ancora accadere. In Concorso alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia e nelle sale a dicembre, non vedo l’ora di vederlo al cinema. Le promesse sono tante, peccato non essere andata a Venezia.
Trentasette anni dopo Palombella Rossa, il regista romano, di Monteverde, torna in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. E lo fa con un film che mette addosso una cosa che forse non ci aspettavamo: felicità. Quella semplice, quasi fisica, che fa venire voglia di uscire dal cinema, mettere una canzone, ballare e magari innamorarsi. Succederà questa notte, nelle sale dal 3 dicembre 2026 con 01 Distribution, attraversa la malattia, il rapporto tra genitori e figli, gli incontri casuali e soprattutto l’amore. Non quello perfetto, ma quello che arriva quando vuole lui, spesso quando noi siamo da tutt’altra parte.
Trinca e Garrel funzionano perché sembrano procedere in due direzioni opposte. Matteo si butta nei sentimenti come se non esistesse un domani; Greta, invece, sembra avere sempre una via di fuga a portata di mano. Lui crede nell’innamoramento, lei sembra quasi averne paura. Eppure continuano a ritrovarsi, come se certe persone potessero uscire dalle nostre giornate ma non davvero dalla nostra vita.
Attorno a loro succedono, semplicemente, le cose. Ci si ammala, si cresce, si diventa genitori di figli ormai adulti e si rimane figli anche quando si pensa di non averne più bisogno. Ci si incontra per caso e a volte quel caso cambia tutto. Accanto a Trinca e Garrel ci sono Hyppolite Girardot, Angela Finocchiaro, Elena Lietti, Antonio De Matteo, Melina Åkerman e Andrea Lattanzi, mentre Moretti si ritaglia il ruolo del padre di Greta.
Una storia d’amore che attraversa il tempo, un film che raccoglie e rilegge il cinema e i sentimenti del suo autore. I due attori raccontano a Venezia il loro ritorno sul set con il regista, tra emozione e ironia. “Più che un alter ego di Nanni, sono la versione Temu, come le imitazioni cinesi», scherza Garrel, che indossa il casco ma al posto della mitica Vespa si ritrova uno scooter giapponese. Chiede spiegazioni a Moretti, che risponde: “Perché non mi piace l’autocitazione”. Per Trinca il film racconta l’amore come possibilità di costruire una relazione “rispetto a un mondo che invece ci vuole divisi, separati”. E ricorda il ballo nelle strade di San Sebastián: “Per me è più imbarazzante fare una scena di ballo che una scena di amore, di sesso”.
Le parole sono importanti | Palombella Rossa
YouTube·Amazon Prime Video Italia·6 ago 2023Ed è proprio quando sembra allontanarsi dal “film di Nanni Moretti” che Succederà questa notte torna a essere profondamente suo. Ci sono gli imbarazzi, le parole dette nel modo sbagliato, l’ironia che interrompe la malinconia, la musica e naturalmente i corpi. Ma c’è soprattutto quel modo tutto morettiano di prendere tremendamente sul serio i sentimenti senza prendersi tremendamente sul serio.
Forse è per questo che il film fa così bene. Non ha paura di essere romantico e non sente il bisogno di chiedere scusa per esserlo. Dice “ti amo”, “ti voglio bene”, lascia che i personaggi desiderino qualcosa e soprattutto concede loro la possibilità di sbagliare tempo.
A cinquant’anni da Io sono un autarchico, Moretti sembra meno interessato a guardarsi indietro che a chiedersi cosa possa ancora succedere. E la risposta del film è sorprendentemente vitale: molto. Possiamo incontrarci troppo presto, perderci, scegliere male, avere paura, arrivare in ritardo. Poi può arrivare un’altra notte. E magari sarà proprio quella giusta.





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