
Ferdinando Scianna
Ferdinando Scianna nasce il 4 luglio 1943 a Bagheria, un paese contadino della Sicilia. Nel 1961 si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo. A diciassette anni comincia a fotografare sistematicamente le feste religiose siciliane.
Nel 1963 un amico segnala a Leonardo Sciascia, che la apprezza molto, la sua prima mostra, a Bagheria con le foto delle feste. Lo stesso anno conosce lo scrittore a Racalmuto e tra i due scocca un’amicizia decisiva che durerà ventisei anni, fino alla morte di Sciascia. Nel 1963 espone alla Galleria Sormani di Milano un importante corpus di immagini sulle feste.
Su incitamento di Sciascia, nel 1965 pubblica presso l’editore Leonardo da Vinci di Bari il volume Feste religiose in Sicilia, con un testo memorabile dello stesso Sciascia. Il libro ha molta eco e vince il premio Nadar. Nel 1966 abbandona l’università e la Sicilia e si trasferisce a Milano, dove, grazie a Roberto Leydi, l’anno successivo viene assunto come fotoreporter dalla rivista “L’Europeo”, dove rimane per diciassette anni.
Nel 1974 il direttore Tommaso Giglio lo invia come corrispondente a Parigi, dove rimarrà dieci anni. Lì incontra il suo mito di sempre, Henri Cartier-Bresson; ne nasce un’amicizia profonda. Grazie all’invito di Cartier-Bresson che nel 1982, quando decide di lasciare la rivista, presenta la sua candidatura all’agenzia Magnum Photos, dove viene accolto, primo fotografo italiano.
Rientra a Milano e inizia una nuova storia professionale come fotografo indipendente. Nel 1987 fa un importante reportage su un villaggio di minatori delle Ande boliviane, da cui nascerà il libro Kami. Quasi contemporaneamente, gli stilisti Dolce & Gabbana lo invitano a realizzare le foto per uno dei loro primissimi cataloghi di moda. Il catalogo ha un successo mondiale, proiettandolo nel mondo della fotografia internazionale di moda, che pratica durante otto anni per le più prestigiose riviste e marchi del settore, finché non decide di smettere per dedicarsi alla realizzazione di reportage vari, di mostre e soprattutto di libri personali.
Nel 1989 realizza Le forme del Caos, una mostra antologica accompagnata da un importante catalogo; ne farà altre quattro, fino alla grande personale a Palazzo Reale a Milano nel 2023.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato più di cento volumi di fotografie, affidandovi il senso del suo lavoro.
Nel 2025 Roberto Andò realizza un documentario-ritratto, Ferdinando Scianna, il fotografo dell’ombra, che viene selezionato dalla Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia.
Ikona Gallery
Fondata il 28 luglio 1979 a Venezia, presso il ponte di San Moisè, dall’artista e gallerista Živa Kraus. Dal 1989 Ikona Venezia è anche Scuola Internazionale di Fotografia. Ha realizzato progetti in diverse altre sedi della città, sempre prestigiose, fino ad arrivare, nel 2003, a quella attuale nel Campo del Ghetto Nuovo.
Nelle sue sale ha visto passare, nel corso del tempo, i più grandi rappresentanti della fotografia mondiale: Berenice Abbott, Gabriele Basilico, Antonio e Felice Beato, John Batho, Alberto Bevilacqua, Bruce Davidson, Adolphe de Meyer, Robert Doisneau, Giorgia Fiorio, Franco Fontana, Martine Franck, Chuck Freedman, Gisèle Freund, Gianni Berengo Gardin, Mario Giacomelli, Erich Hartmann, William Klein, Helen Levitt, Lisette Model, Paolo Monti, Barbara Morgan, Carlo Naya, Helmut Newton, Ferdinando Scianna, Rosalind Solomon. |
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