
La rivalità come motore della bellezza di Costantino D’Orazio
La rivalità come motore e la Sfida per la bellezza. Bernini contro Borromini di Costantino D’Orazio, critico d’arte e curatore al MACRO di Roma mette in luce il gioco di forme dei due “rivali” entrambi animati dalla bellezza .
Due geni, una città, un secolo di meraviglia. La storia di due grandi maestri, al di là dei miti e delle leggende che li vogliono eterni avversari.
Roma, XVII secolo: due geni, due visioni, un’unica città, teatro del loro duello ma anche delle loro affinità. Con opere mirabili e inaspettate, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini hanno alimentato lo spirito metamorfico del Barocco, di cui rappresentano due facce opposte e al contempo profondamente intrecciate. Il loro confronto non si gioca solo tra personalità assai diverse – solare e affabile il primo, tormentato e schivo il secondo – ma si traduce nel gioco delle forme – il cerchio e il quadrato di Bernini, l’ovale e il triangolo di Borromini – e nell’effetto delle proporzioni – sempre grandiose per Bernini, intime per Borromini. Dagli scaloni di Palazzo Barberini alle chiese di San Carlino e Sant’Andrea, dal baldacchino di San Pietro ai capolavori di piazza Navona, questo libro guida il lettore in un viaggio tra opere immortali e documenti d’archivio, verità storiche, leggende e affascinanti racconti popolari. Ogni pagina svela la tensione verso l’impossibile: la sfida oltre il limite umano, la creazione di spazi che ingannano i sensi, forse per rivelare verità più profonde. Come registi sul palcoscenico del mondo, Bernini e Borromini mettono in scena la grande illusione barocca: l’arte come teatro dell’anima.
Costantino D’Orazio è direttore dei Musei nazionali dell’Umbria. Conduce la rubrica AR-Frammenti d’Arte su RaiNews24 e collabora con RaiUno. Con il Mulino ha già pubblicato «Andare per ville e palazzi» (2015) e «Andare per piazze d’Italia (20222)».
Il libro ricostruisce il confronto tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini nell’arco del Seicento romano, smontando la vulgata del gossip storico per restituire a entrambi la complessità di visioni estetiche radicalmente diverse. Solare e orientato alla spettacolarizzazione il primo, tormentato e geometricamente visionario il secondo: due temperamenti opposti che si traducono in un diverso uso delle forme e delle proporzioni, sempre grandiose in Bernini, volutamente intime in Borromini. D’Orazio conclude che i due non furono tanto rivali quanto facce complementari di uno stesso fenomeno, capaci di trasformare Roma in un laboratorio permanente di sperimentazione barocca. Una lezione sulla fecondità del conflitto che, a distanza di secoli, suona sorprendentemente attuale.
Costantino D’Orazio, nato a Roma nel 1974, è critico d’arte e saggista; è inoltre curatore presso il MACRO. Racconta la storia dell’arte italiana, anche in radio e tv: conduttore della rubrica AR Frammenti d’Arte su RaiNews 24 e del programma Bella davvero su Radio 2, collaboratore di Geo&Geo su Rai 3. È autore di Caravaggio segreto (Sperling & Kupfer 2013), Leonardo segreto (Sperling & Kupfer 2014), Michelangelo. Io sono fuoco. Autobiografia di un genio (Sperling & Kupfer 2016), Ma liberaci dal male (Sperling & Kupfer, 2017), Mercanti di bellezza (Rai Eri, 2017), Leonardo svelato (Sperling & Kupfer, 2019) e Vite di artiste eccellenti (Laterza, 2021).

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