Klimt e de Chirico protagonisti della Settimana d’Arte

Gustav Klimt: Nuda Veritas, 1899, 252 x 56,2 cm. Olio su tela © KHM-Museumsverband, Theatermuseum (particolare)
Dalle immagini simboliche e visioni sospese tra realtà e mito, a Villa Manin con Nuda Veritas, e a Vieste con l’ultima stagione della pittura metafisica di de Chirico, passiamo poi a ricordare due grandi artisti del Novecento italiano come Vincenzo Agnetti e Paolo Scheggi, alla GAM di Torino e al MA*GA di Gallarate. Finiamo al MAXXI di Roma, per una collettiva ispirata al tema del rapporto tra arte contemporanea, natura e spiritualità, nell’occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi.
Gustav Klimt. La sua Nuda Veritas in Italia
Quando: 21 maggio – 6 settembre 2026
Dove: Villa Manin, Passariano di Codroipo (UD)
Villa Manin ospita eccezionalmente Nuda Veritas uno dei dipinti più celebri di Gustav Klimt e raramente concesso in prestito dal Theatermuseum di Vienna. Realizzata tra il 1898 e il 1899, l’opera rappresenta una figura femminile nuda che affronta direttamente lo sguardo dello spettatore, trasformando la nudità in allegoria della verità e della libertà artistica.
La mostra, curata da Cäcilia Bischoff e organizzata da ERPAC FVG con MondoMostre in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum e il Theatermuseum di Vienna, accompagna il visitatore attraverso il contesto culturale della Secessione viennese e i legami di Klimt con l’Italia. L’allestimento culmina nell’incontro ravvicinato con il grande dipinto verticale, dove dettagli simbolici come lo specchio, il serpente e le iscrizioni tratte da Schiller amplificano il significato dell’opera.
Accanto al valore storico e artistico del prestito, emerge l’attualità dell’immagine creata da Klimt: una figura che rivendica il diritto di essere vista senza compromessi e che continua a interrogare il rapporto tra identità, giudizio pubblico e libertà individuale. Scopri di più.
Giorgio de Chirico e il Mediterraneo a Vieste
Quando: 23 maggio – 27 settembre 2026
Dove: Museo Civico Archeologico Michele Petrone, Vieste

Giorgio de Chirico, Piazza d’Italia con statua di Cavour, 1974, olio su tela, cm 50×60 (inv. 5)
Circa cinquanta opere tra dipinti, acquarelli e disegni raccontano a Vieste il rapporto di Giorgio de Chirico con il Mediterraneo, tema centrale della mostra curata da Lorenzo Canova in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
Il percorso si concentra sugli ultimi decenni della produzione dell’artista, rileggendo il Mediterraneo come spazio reale ma anche mentale e simbolico. Nella sezione Il mare della pittura emergono cavalli, bagnanti e paesaggi luminosi che dialogano con la tradizione della grande pittura europea. In Il mare della mente, invece, tornano i temi della Neometafisica: manichini, archeologi e ambienti enigmatici trasformano il mare in un luogo della memoria sospeso tra sogno e mistero.
La mostra si chiude con una sezione dedicata alla dimensione spirituale dell’artista e ai disegni preparatori per La Salita al Calvario, opera legata alla figura di san Francesco e alla devozione verso Padre Pio. La scelta di Vieste e del Gargano rafforza così il dialogo tra la pittura di de Chirico e il paesaggio mediterraneo che ne attraversa l’immaginario.

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