Da Bellocchio a Thom Yorke, da Jane Campion a Nicolas Winding Refn: la dodicesima edizione del festival della Fondazione Piccolo America trasforma ancora una volta l’estate romana in una sala cinematografica a cielo aperto tra San Cosimato, Parco della Cervelletta, Monte Ciocci e Cinema Troisi

C’è qualcosa di profondamente romano nel ritrovarsi seduti su una sedia pieghevole, o direttamente su un plaid, davanti a uno schermo montato in piazza mentre il cielo si fa blu scuro. È un rito collettivo che negli anniIl Cinema in Piazza ha trasformato in identità culturale, fino a diventare uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate capitolina. Dal 28 maggio al 12 luglio, la manifestazione ideata e promossa dalla Fondazione Piccolo America torna per la sua dodicesima edizione riaccendendo i tre schermi di San Cosimato, della Cervelletta e di Monte Cocci, con 95 proiezioni gratuite e 34 incontri speciali.
Dopo le oltre 120mila presenze dello scorso anno, il festival conferma la sua natura libera, popolare e insieme cinefila, costruendo un programma che attraversa epoche, linguaggi e immaginari differenti. Non solo classici e retrospettive, ma un dialogo continuo tra il cinema del passato e quello contemporaneo, tra cult generazionali e autorialità radicali, tra blockbuster emotivi e sperimentazione underground. L’apertura del 28 maggio aSan Cosimato porta subito il tono dell’edizione: Marco Bellocchio presenta i primi episodi di Portobello, serie dedicata al caso Enzo Tortora, accompagnato da Stefano Nazzi e M¥SS KETA, mentre Fabrizio Gifuni chiuderà la serata con una lettura dedicata al dramma giudiziario del presentatore. Un inizio che intreccia cinema, cronaca, televisione e memoria collettiva.
Il cuore del programma si muove però in molte direzioni contemporaneamente. Alla Cervelletta si celebra David Lynch con una proiezione speciale di Blue Velvet e una maratona dedicata a Twin Peaks, mentre Monte Ciocci ospita il cinema visionario di Edgar Wright e quello anarchico di Takashi Miike. San Cosimato, invece, alterna il rigore politico di Elio Petri alle emozioni pop di Gabriele Muccino.
Tra le novità più significative dell’edizione 2026 c’è anche la collaborazione con il Film Forum di New York. Lo storico direttore artistico Bruce Goldstein ha curato una selezione di film pensata come un ponte ideale tra Roma e Manhattan: da Lo sceicco bianco a The Naked City, passando per Risate di gioia e The Taking of Pelham One Two Three. Non una cartolina turistica, ma due città raccontate nella loro anima più autentica, disordinata e vitale.
Nel frattempo il Cinema Troisi continua a funzionare come estensione naturale del festival, ospitando proiezioni speciali e appuntamenti paralleli, dal cinema queer, alle incursioni più sperimentali. La forza de Il Cinema in Piazza, però, resta soprattutto nel suo modo di abitare Roma. Non come semplice contenitore scenografico, ma come spazio condiviso da attraversare insieme. Ogni sera, gratuitamente, con film in lingua originale, sottotitoli e pubblici diversi che si mescolano tra famiglie, studenti, appassionati e curiosi. In una città spesso frammentata, il festival continua a costruire una delle cose più rare: una comunità temporanea raccolta intorno a uno schermo acceso.






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