Dopo mesi di trattative, tante ipotesi sul futuro, proteste, mobilitazioni e persino uno storico sciopero la libreria Hoepli ha chiuso definitivamente il 25 maggio. Scompare così dopo 155 anni uno storico simbolo della presenza svizzera a Milano.
PERSONALMENTE MI SONO OCCUPATA DELLA CHIUSURA DELLE LIBRERIE STORICHE ANCHE NELL’INTRODUZIONE AL MIO LIBRO “LE MOLESTIE MORALI SE INCONTRI IL CANNIBALE UCCIDILO” PUBBLICATO DA GANGEMI EDITORE PER SOTTOLINEARE COME LA CHIUSURA DI UNA LIBRERIA INDICHI IN GENERE UN CAMBIAMENTO DI PROSPETTIVE, UN CAMBIAMENTO DI SVILUPPO, INSOMMA UN CAMBIAMENTO CULTURALE. ERA IL 2000 QUANDO USCI’ IL MIO LIBRO E IN POCHI MESI CHIUSERO CIRCA 15 LIBRERIE SE NON RICORDO MALE. UNA DEBACLE PERCHE LA LIBRERIA E’ SEMPRE ANCHE UN PRESIDIO CULTURALE PER IL QUARTIERE, PER CHI LA FREQUENTA E NELLE PERIFERIE DELLE CITTA’ RAPPRESENTA ANCHE L’UNICO MEZZO CHE RICOLLEGA AL TUTTO. LO STRUMENTO CHE PORTA LA VITA DI IERI E DI OGGI LA STORIA LA CULTURA SOTTO CASA. LA CHIUSURA DI UNA LIBRERIA NON E’ MAI SOLO UN FATTO CHE HA A CHE FARE SOLALEMTE CON I LIBRI O CON IL COMMERCIO. E’ UNA FATTO CULTURALE STORICO E PONE QUESITI AI QUALI LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI NON VOGLIONO RISPONDERE. LA CHIUSURA DI UNA LIBRERIA RIDUCE GLI SPAZI DI CONDIVISIONE MODIFICA IL TESSUTO CULTURALE ATTORNO. ESSERE HOEPLI O MONDADORI NON PUO’ ESSERE LA STESSA COSA. IL PATRIMONIO ACCUMUATO IN 150 ANNI DI STORIA NON SI EREDITA. SI PERDE. LA LIBRERIA DIVENTERA’ UN’ALTRA COSA. E L’IMMOBILE CHE HA UN VALORE DI CIRCA 20 MILIONI DI EURO, CHISSA’. MA QUANDO CHIUDE UNA LIBRERIA SONO GLI ABITANTI A PERDERE. I COMUNI LO SANNO.
E’ IL MERCATO BELLEZZA! E TU NON PUOI FARCI NIENTE.. PER DIRLA ALLA HUMPHREY BOGART NEL FILM L’ULTIMA MINACCIA DEL 1952…
È un giorno qualsiasi della settimana in via Ulrico Hoepli nel centro di Milano. Passanti e turisti camminano sotto ai portici della strada che dal 1959 porta il nome di quel libraio svizzero arrivato a Milano nel 1870 poco più che ventenne dal cantone Turgovia per rilevare una piccola libreria per 16.000 lire. La Hoepli è aperta, i suoi commessi librai sono, come sempre, tutti al proprio posto, i clienti entrano.
Ma un clima mesto si avverte già dall’entrata. La storica insegna luminosa laterale blu, che nei giorni scorsi aveva già perso l’accensione di una lettera, oggi è spenta del tutto. Sulle vetrine, tra i cartelli di rivendicazione affissi dai dipendenti come “Difendiamo il patrimonio culturale e professionale” e “Milano insisti Hoepli resisti”, “I lavoratori e le lavoratrici non si liquidano!!!”, anche quello che annuncia la liquidazione totale con uno sconto del 50% su tutti gli articoli. Un dettaglio che è di per sé una sentenza perché certifica, ufficialmente, la chiusura della libreria.

Dentro tanti clienti intenti a comprare. Alessandra Frigè, impiegata milanese commenta: “La Hoepli è un simbolo di Milano, un pezzo di storia e di cultura che ci abbandona. Una luce. Per me personalmente è sempre stata qualcosa di speciale, il faro a cui rivolgermi quando cercavo qualcosa di particolare e introvabile”. Gli scaffali, a parte la sezione dei manga, vanno svuotandosi. E c’è chi fa man bassa di quanti più libri può.
Come Michele Valtorta, insegnante di matematica e fisica in un liceo del centro città: “Qui ho sempre trovato quello che cercavo, soprattutto testi e manuali nell’ambito delle materie scientifiche e tecniche. Una libreria in cui, a differenza delle altre, potevi trovare tutto. Sono vicino a tutti i lavoratori e alle lavoratrici e spero che questo patrimonio non svanisca”.
I commessi librai anche oggi dispensano consigli e informazioni ai clienti. “Sembra di essere sotto Natale” commenta la cassiera abbozzando un sorriso amaro e battendo gli scontrini alla tanta gente in coda per pagare. Il suo futuro, come quello dei suoi colleghi, si prospetta difficile.
“Settanta di noi verranno messi in cassa integrazione e usufruiranno della Naspi (l’indennità mensile di disoccupazione erogata dal’INPS per i dipendenti che perdono il lavoro) mentre i dieci che si occupano dell’amministrazione continueranno fino a fine anno per completare le pratiche seguite alla liquidazione. Intanto nove dipendenti sono passati a Mondadori a seguito dell’acquisizione della casa editrice scolastica” racconta a tvsvizzera.it Nino Romeo, storico libraio da 26 anni al secondo piano della libreria e portavoce dei lavoratori e delle lavoratrici di Hoepli.

Anche lui dopo decenni passati qui dovrà abbandonare quel lavoro che tanto amava. “Noi abbiamo mantenuto tutte le nostre attività anche in questo periodo complicato: nell’ultima settimana ci sarà il 24esimo evento sulla fotografia di incontro che organizzo al mio reparto”, aggiunge Romeo. Un attaccamento al lavoro riconosciuto da tutti e che anche a poche ore dalla chiusura non si smentisce.
Per Romeo e i suoi colleghi sono stati momenti difficili. Dopo mesi travagliati con voci e smentite, ipotesi e speculazioni sul futuro culminati con uno storico sciopero, si è arrivati alla chiusura ufficiale prevista per lunedì 25 maggio.
E a nulla sono valsi gli sforzi delle istituzioni milanesi e di quelle regionali per cercare di salvare uno dei capisaldi della testimonianza della presenza svizzera in città. Dei cinque piani, dei chilometri di scaffali di libri qui non rimarrà più nulla. Al suo posto forse sorgerà un hotel o una palestra. O chissà quale altra cosa – l’ennesimo megastore di abbigliamento alla moda? – ad uso e consumo di turisti per un immobile che ha un valore commerciale stimato di 20 milioni di euro.
La Mondadori, il 30 di aprile, ha ufficializzato l’acquisizione del ramo d’azienda relativo all’editoria scolastica di Hoepli S.p.A.. Un bel colpo per il colosso di Segrate che, grazie a questa operazione, annuncia “ricavi in più nell’ordine dei 10 milioni nel corso del 2026” e “un contributo aggiuntivo in termini di marginalità nell’ordine del 2% ulteriore rispetto alla guidance che abbiamo dato”, come ha spiegato l’amministratore delegato Antonio Porro.



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