Le mille anime di Mario Soldati. Le mille visioni di un intellettuale che per primo ha girato il Belpaese con una cinepresa per raccontarne gli umori, i sapori gli aromi, i profumi. Personalmente ho una conoscenza familiare con Mario Soldati, appassionato regista, giornalista, documentarista. C’è un docufilm, che tanto vanno di moda oggi, e che pochi conoscono che si intitola “Chi è Dio?” Soldati lo giro’ assieme a Cesare Zavattini e Diego Fabbri nel 1945 e “il piccolo Marcello”, Vito Annicchiarico nel film Roma Città Aperta di Roberto Rossellini con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, vi partecipo’ assieme ad altri bambini. Era un’indagine effettuata nelle scuole, in cui Soldati da pioniere assoluto, in tutti i campi, interrogava gli studenti facendo loro appunto questa domanda: Chi è Dio? Dove è Dio? Vincitore al festival Internazionale di Salerno, il cortometraggio
che si credeva perduto, è stato ritrovato nel 2003: restaurato, è stata presentato nel 2004 alla Mostra del Cinema di Venezia. Nell’opera, che nei titoli iniziali è definita “Catechismo per la terza elementare”, un gruppo di ragazzini vuole introdursi di nascosto in una capanna, approfittando dell’assenza del proprietario, per impadronirsi di un piccolo veliero racchiuso in una bottiglia. Ma il prescelto per l’impresa si rifiuta: interrogato dai compagni, li sorprende affermando “Dio mi vede”.
Ne nasce una discussione, nella quale il gruppetto coinvolge il postino di passaggio. Questi cerca di rispondere alle domande dei ragazzi, ma si trova in difficoltà e si allontana. Interviene allora un curioso personaggio, il signor Pietro, che spiega perché Dio esiste anche se non si vede, e invece vede e sente tutto. Intanto il più sfrontato della banda ha sottratto il veliero in bottiglia, ma più nessuno lo vuole e i ragazzi lo restituiscono. Marco Vanelli ne ha fatto un libro nel 2013 completo di DVD e Vito Annicchiarico, che aveva partecipato alla pellicola, ne ha avuta una copia in omaggio, come pubblicato nel libro di Simonetta Ramogida, Roma Città Aperta Vito Annicchiarico racconta il set edito da Gangemi.
Come e’ scritto nella Quarta di copertina, “il Neorealismo comincia ufficialmente nel 1945 con Roma città aperta: questo lo sanno tutti.

Pochi sanno che nello stesso periodo in cui Rossellini girava il suo capolavoro anche Mario Soldati – con il contributo di Diego Fabbri e Cesare Zavattini – dava un piccolo apporto al nuovo movimento: Chi è Dio? Diciamo “piccolo” perché si tratta di un cortometraggio e di un’opera a cui gli stessi autori non diedero troppa importanza, al punto da non comparire nelle loro filmografie; ma dovremmo dire “grande” se lo guardiamo con gli occhi di oggi, scoprendone non solo il valore artistico e tematico, ma anche il complesso e avventuroso iter produttivo che vide coinvolta la Chiesa italiana, diversi intellettuali, bambini presi dalla strada e seri professionisti del cinema. Abbandonato e dimenticato subito dopo la sua realizzazione, Chi è Dio? si rivela ora un tassello recuperato di storia del cinema italiano, un piccolo capolavoro di estetica”.
Ora, Soldati dal precursore che era, se avesse avuto uno smartphone, Mario Soldati avrebbe probabilmente ignorato gli algoritmi per inquadrare gli occhi di un viticoltore. Molto prima di Instagram, del food porn compulsivo e dell’overtourism, lo scrittore, giornalista e regista Mario Soldati – indiscusso pioniere del reportage enogastronomico televisivo italiano – con opere memorabili come “Viaggio nella valle del Po” – del quale ricorrono quest’anno i 120 anni della nascita – aveva già inventato il racconto autentico del territorio, ergendosi a primo vero content creator del nostro Paese.
Per trasformare questa preziosa eredità in una bussola capace di orientarci nell’odierna era dei social media e dell’Intelligenza Artificiale, nasce il talk show internazionale “Mario Soldati, il gusto di raccontare l’Italia”, un’iniziativa fortemente voluta da Chiara Soldati, cugina dell’autore e quarta generazione dell’Azienda La Scolca, e dall’Associazione Mario Soldati, con il prestigioso patrocinio di ITA, MASAF e Verona Fiere Vinitaly.
Il format ha debuttato questa mattina a Roma presso la sede dell’Associazione Stampa Estera, per poi proseguire a Milano il 6 ottobre, volare a New York per Vinitaly USA il 26 ottobre e chiudersi a Londra il 18 novembre.
Sotto il coordinamento di Anna Scafuri, giornalista RAI 1 TG Economia, il dibattito ha affrontato quattro grandi provocazioni contemporanee per fornire al pubblico un vero e proprio “kit di sopravvivenza” contro le fake news e la standardizzazione del gusto: il docente universitario Stefano Carboni, l’autore TV Marcello Masi e la giornalista de Il Gusto Repubblica Manuela Zennaro hanno contrapposto il viaggio lento d’indagine di Soldati all’odierno turismo di massa per raccontare l’Italia “minore” senza i filtri di Instagram; Chiara Soldati e la Master of Wine Cristina Mercuri si sono soffermate sull’accessibilità del mondo del vino e del cibo contro l’estetica estrema del fine dining e lo snobismo elitario, raccogliendo la sfida del leggendario “Vino al vino” per restituire al calice il suo volto agricolo e umano; infine, Isabella Perugini ha approfondito l’attualità della televisione senza filtri nell’era di TikTok, immaginando l’uso dei nuovi media da parte di chi sdoganò per primo l’autenticità guardando dritto in camera.
In fondo, come ha sottolineato la stessa Chiara Soldati, l’obiettivo dell’iniziativa “non è celebrare passivamente un cognome o spolverare un archivio, ma far camminare il pensiero genuino e l’insaziabile curiosità di Mario Soldati sulle gambe delle nuove generazioni, trasformandoli in strumenti vitali per decodificare il domani”.


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