LIBRI/ PER MARCO DALLARI L’APPRENDIMENTO E’ QUALCOSA DI ESTETICO ED EMOTIVO E PUBBLICA “LA BELLEZZA DI SOPHIA” EDITO DA IL MARGINE

L’apprendimento è qualcosa di estetico e di emotivo. Lo dice Marco Dallari nel suo ultimo libro tra arte magia surrealismo estetica e pedagogia

Maestro della didattica dell’arte italiana, l’autore è in libreria con la sua ultima fatica. “La bellezza di Sophia” nasce dalla riflessione per cui l’apprendimento non è solo esercizio razionale e di memoria, ma emozione e desiderio

 

 

Troppo spesso, crescendo, il sapere diventa obbligo, anziché avventura. Eppure, le conoscenze diventano davvero utili solo quando ci toccano, ci cambiano, ci somigliano. Questa la riflessione da cui nasce “La bellezza di Sophia” (Il Margine, 2026), l’ultimo libro di Marco Dallari (Modena, 1947).

Marco Dallari, La bellezza di Sophia, Il Margine, 2026

Marco Dallari, La bellezza di Sophia, Il Margine, 2026

 

Per Dallari quello dell’arte è un mondo in perenne e instancabile movimento, ma l’evento-scoperta che mi ha lasciato tracce più profonde, ultimamente, è stata la mostra Surrealismo e magia. La modernità incantata del 2022 al Guggenheim di Venezia. Ho scoperto i lavori di donne surrealiste che la storia dell’arte scritta dai maschi aveva tenuto in ombra: un vero e proprio movimento nel movimento. Queste artiste incantatrici, vere e proprie Femmes sorcières, come le definì Max Ernst, Leonora Carrington, Remedios Varo, Leonor Fini che aderirono al Surrealismo, nei loro ritratti e autoritratti, rappresentano sé stesse come veggenti, streghe e dee capaci di re-incantare il mondo. E mostrano come la creatività e la capacità di accedere alla dimensione del fantastico siano doni di meraviglia e di bellezza, ma anche veri e propri strumenti di conoscenza e di conoscenza di sé.

Il consiglio che mi sento di dare è semplice e complicatissimo al tempo stesso, conclude Dallari, coltivare, e promuovere anche nei piccoli, la curiosità e il desiderio di esplorare senza farsi ingannare dalle suggestioni del mercato, della pubblicità, del conformismo. La lettura di un libro, magari strano, fuori mercato ed estraneo rispetto ai concorsi a premio, può essere più interessante di un bestseller patinato e recensito dai soliti critici, e vedere un’alba o un tramonto alle foci di un fiume vicino a casa, magari raggiunto in barca a remi o in bicicletta, può essere più bello e suggestivo che ammucchiarsi per andare come pecoroni in fila a Sharm el-Sheikh.

 

 

 

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