WINE/ ANTONIO CAPALDO ALLA GUIDA DI ISWA IL NETWORK DI 9 TRA LE PIU’ IMPORTANTI AZIENDE VITIVINICOLE DA ALLEGRINI A CAPRAI A FRESCOBALDI

Quando la lungimiranza di un padre banchiere apre la strada ad un ‘eccellenza del mondo enoico con la messa a punto dell’azienda Feudi di San Gregorio. Pellegrino Capaldo banchiere, potente uomo della finanza italiana, legato al mondo politico e docente universitario

era originario di Atripalda, in provincia di Avellino. Laureato in economia e commercio alla Sapienza di Roma aveva intrapreso la carriera accademica. All’inizio degli anni Ottanta fu uno dei tre probiviri designati dalla Segreteria di Stato della Santa Sede per dirimere la questione Banco Ambrosiano. Poi nel 1987 diventò presidente della Cassa di Risparmio di Roma e successivamente  nel ’92 presidente della Banca di Roma. Fu lui a iniziare l’avventura nel mondo del vino per un marchio che in poco tempo si distingueva tra gli altri.

 

 

 

 

Ora, suo figlio, Antonio Capaldo, da tempo alla guida dell’azienda vitivinicola campana è stato eletto presidente di Iswa – Italian Signature Wines Academy, l’unione strategica di 9 tra le piu’ importanti aziende di proprietà familiare del vino italiano: Allegrini (Veneto – Valpolicella), Arnaldo Caprai (Umbria), Bellavista (Lombardia), Feudi di San Gregorio (Campania), Fontanafredda (Piemonte), Frescobaldi (Toscana), Masciarelli (Abruzzo), Planeta (Sicilia) e Villa Sandi (Veneto – Prosecco), che insieme detengono 50 aziende vinicole, mettono insieme oltre 550 milioni di euro di fatturato e rappresentano più di 60 brand. Le imprese vitivinicole associate detengono piu’ di 5.000 ettari di vigneto. Conferma alla vicepresidenza per Stefano Benini, vice president & export director Frescobaldi, Roberto Bruno, managing director Fontanafredda, con il nuovo ingresso di Marina Cvetic, amministratore unico Masciarelli.

 

 

 

 

Nata come alleanza tra marchi storici del vino nazionale, Iswa rappresenta oggi un modello evoluto di cooperazione imprenditoriale. L’obiettivo è duplice: rafforzare il posizionamento internazionale dei brand aderenti e diffondere una cultura del vino fondata su autenticità, territorio e ospitalità. Non solo export, dunque, ma anche formazione di professionisti, masterclass, eventi internazionali e progetti di promozione che raccontano il vino come espressione di paesaggio, storia e identità italiana. In uno scenario globale segnato da mercati sempre più competitivi e frammentati, la forza di questa unione strategica Iswa risiede proprio nella capacità di “fare sistema”: condividere know-how, ridurre i costi di sviluppo commerciale e affrontare insieme le sfide della domanda internazionale, senza rinunciare alla specificità di ciascuna azienda

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