TRAVEL/ NEL 2026 IL VIAGGIO IN CALABRIA DIVENTA IDENTITA’ MEMORIA TRA CAMMINI E NATURA ALLA SCOPERTA DEI SENTIERI DEI PARCHI DALLA CICLOVIA AL COAST TO COAST

 

“Riparto, mi perdo nelle Calabrie, sempre più Calabrie…Non c’è dubbio, non c’è il minimo dubbio che vorrei vivere qui: vivere e morirci, non di pace…ma di gioia. Comunque è chiaro che quello che si vocifera del Sud, qui c’è. Non è mica una chiacchiera che qui profumano zagare e limoni, liquirizia e papiri. . . il mio viaggio mi spinge nel Sud, sempre più a Sud: come un’ossessione deliziosa”.

Pier Paolo Pasolini, al termine di un suo reportage sulla Calabria, “La lunga strada di sabbia” del 1959

 

 

 

Viaggio in Calabria. Dalla Ciclovia dei Parchi alla Calabria Coast to Coast (in altra pagina di questo sito:www.foodwineartefinanza.it). Nel 2026 il viaggio non è più inteso solo come spostamento o “consumo” di luoghi mordi e fuggi. Ma riguarda invece l’identità dei luoghi, la memoria, il bisogno di silenzio, la perlustrazione dei sentieri tra i boschi fino alle fiumare.

Ora i viaggi sono costruiti intorno alla persona, alle sue storie, alle sue passioni. Non si cercano più soltanto destinazioni, ma contesti in cui vivere come i cammini, la natura, i luoghi pieni di silenzio dove vige la voce del vento tra le case abbandonate e ammalorate. I borghi abitati da fantasmi, quelle anime chete che sopportano in silenzio l’ululato del vento d’inverno tra le case costruite a grappolo sulle valli che guardano il mare. Sono quasi sempre poche centinaia quelli che non riescono ad abbandonare la bellezza di quei luoghi anche quando le giornate si accorciano e nei vicoli non ci sono piu’ nemmeno i giovani partiti per chissà dove in cerca di altrove.

 

 

 

 

Questi borghi ricchi di memoria, riti e tradizioni in estate e ancor prima a primavera esplodono nei colori della natura e nelle ritualità della memoria, piena di canti, danze, simbologie, ricordi. La natura qui è ancora selvaggia, vivida, e i viaggiatori si riversano verso destinazioni che permettono soggiorni come nei cammini che sono una parte importante di questo racconto. In Calabria molti percorsi seguono storie che appartengono al territorio come  il Cammino Basiliano, sono diversi infatti in queste aree i paesi fondati dai monaci in fuga dalla furia ottomana, un itinerario sulle tracce dei monaci italo-greci; il Cammino di San Francesco di Paola, che ripercorre le orme del frate francescano, patrono della Calabria; il Sentiero del Brigante, che collega il Parco Nazionale dell’Aspromonte al Parco regionale delle Serre seguendo le tracce del brigantaggio; il Sentiero dell’Inglese, ispirato al Grand Tour ottocentesco dello scrittore Edward Lear, che attraversa la Calabria grecanica. Qui storia e natura si intrecciano col sapore della cultura e visitare questi luoghi diventa un arricchimento individuale ricavato dall’osservazione in prima persona dei siti storici che hanno cambiato la vita delle persone.

 

 

 

Sulle tracce del viaggiatore a piedi “per eccellenza” della Calabria Greca, il paesaggista inglese Edward Lear dell’800, nel 1994 all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte nasce questo itinerario escursionistico, e si sviluppa un sistema di accoglienza gestito direttamente dalla comunità locale, unico in Italia: l’ospitalità è in case private e agriturismi molto accoglienti.

Il Sentiero dell’Inglese nasce con la chiara missione di rendere fruibili ai viaggiatori di tutto il mondo angoli incontaminati di Calabria e far godere tutti loro delle grandi bellezze custodite tra le valli d’Aspromonte. L’itinerario si sviluppa in sette tappe per sette giorni in una terra d’altri tempi, tra incantevoli borghi grecofoni, maestosi uliveti secolari, ed affascinanti fiumare. Per entrare nella vera essenza della Calabria Greca, terra calda e accogliente come le sue genti, gioiosa e allegra come i suoi  balli e le sue musiche tradizionali.

Silano plateau, Cosenza district, Calabria, Italy, Europe, the Giants of the Sila di Fallistro, nature reserve in Croce di Magara

Prima tappa da Pentidattilo a Bagaladi (Tempo di percorrenza: 6 ore, Lunghezza 18 km, Dislivello: in salita 730 m – in discesa 560 m) ;

seconda tappa da Bagaladi ad Amendolea di Condofuri (Tempo di percorrenza: 6 ore, Lunghezza: 18 km Dislivello in salita 420 mt – in discesa 710 mt);

quarta tappa da Bova al punto panoramico di Monte Grosso e ritorno a Bova (Tempo di percorrenza: 6 ore, Lunghezza: 19 km, Dislivello: in salita 800 m – in discesa 780 m);

quinta tappa da Bova a Palizzi (Tempo di percorrenza: 4 ore 30 minuti, Lunghezza: 12 km, Dislivello: in salita 300 m – in discesa 870 m);

sesta tappa da Palizzi a Pietrapennata (Tempo di percorrenza: 4 ore, Lunghezza: 12 km, Dislivello: in salita 500 m – in discesa 200 m);

settima tappa da Pietrapennata a Staiti valicando Monte Cerasia (Tempo di percorrenza: 5 ore, Lunghezza: 12 km, Dislivello: in salita 400 m – in discesa 600 m).

 

 

 

Non solo turismo quindi. Non solo divertimento, ma arricchimento individuale. E poi ci sono i bronzi di Riace, assolutamente da visitare nel Museo di Reggio Calabria, che ospita anche il piu’ bel lungomare d’Italia con vista sulla Sicilia, dove l’Etna sventola in tutta la sua magnificenza.

 

 

Tra le tendenze più evidenti ci sono i PastPorts, i viaggi della memoria o delle radici. Esperienze in cui fotografie, ricordi e archivi personali vengono utilizzati per individuare luoghi precisi, ricostruire itinerari e tornare fisicamente nei posti legati alla propria storia, grazie a strumenti digitali di mappatura e riconoscimento dei luoghi. Esperienza ambita tra molti viaggiatori che sembrano voler compiere questo tipo di viaggio. In Calabria questo esiste da tempo. I paesi interni, le case di famiglia rimaste chiuse, le chiese che hanno segnato la vita di una comunità diventano tappe di un ritorno che segue legami e racconti familiari, luoghi riconosciuti o ritrovati uno per uno.

 

 

In voga anche il Birdwatching, l’osservazione della natura, cammini, pesca, foraging. Esperienze che in Calabria è possibile fare nelle aree umide dei Laghi di Tarsia, della foce del Crati e dell’Angitola, o ancora sulle alture a ridosso dello Stretto di Messina, snodo fondamentale per le rotte migratorie. I Parchi Nazionali del Pollino, della Sila con i suoi laghi, Arvo, Cecita e Ampollino, dove è possibile passare giornate meravigliose tra le acque, gli alberi secolari e la quiete del bosco, e dell’Aspromonte, che ti fa battere il cuore appena lo attraversi, dove d’inverno si puo’ sciare guardando il mare, insieme al Parco regionale delle Serre, dove c’e’ la Certosa, luogo d’incanto e di preghiera, raccontano ambienti molto diversi tra di loro per natura geologica e flora, tutti da scoprire. Nelle Serre, per esempio, il Bosco Archifòro, dove tra muschio odoroso color smeraldo, fustaie di faggi e abeti bianchi monumentali, felci, agrifoglio e pungitopo, si pratica quello che in Giappone chiamano Shinrin-yoku, il “bagno nella foresta”. Vi è piaciuto Sandokan? Allora forse potrete fare un salto a Isola Capo Rizzuto a visitare il castello Aragonese, e visto che ci siete dato uno sguardo anche al Tempio di Hera Lacinia e Capo Colonna, dove la cultura arriva dal mare che ancora oggi la trattiene.

 

 

 

 

 

Ci sono poi i luoghi legati alla memoria del lavoro, come le Reali Ferriere ed Officine di Mongiana, o le testimonianze del mestiere dei carbonai nelle Serre, che aiutano a comprendere come un territorio abbia costruito il proprio rapporto con le risorse e con il lavoro umano.

 

 

Più vicina ai viaggi di introspezione è la Certosa di Serra San Bruno, il monastero certosino fondato nel 1091 da San Bruno di Colonia, nel cuore delle Serre calabresi. Uno dei luoghi simbolo del monachesimo occidentale e dell’idea di ritiro e silenzio, raggiungibile anche attraverso uno degli itinerari della Ciclovia dei Parchi della Calabria (in altra pagina di questo sito:www.foodwineartefinanza.it). Un sistema che attraversa l’intera regione, toccando aree interne e borghi, per un’esperienza di viaggio tranquilla e allo stesso tempo coinvolgente.

 

 

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