Il dolce calabrese che ricorda una Corona di rose ecco la ricetta della pitta ‘mpigliata o pitta ‘nchiusa che nasce nel ‘700 a San Giovanni in Fiore nella Sila in Calabria e celebra le feste Natale, Pasqua ma è presente anche in tutte le celebrazioni del patrono nei mille paesini in cui si estende una regione piena di biodiversità e di cultura del cibo e del vino antica Enotria
La pitta ‘mpigliata è un dolce calabrese a base di sfoglia, miele, noci, uvetta, miele, cannella, chiodi di garofano e scorza d’arancia. Si fa per le feste di Natale. Tra i monti della Sila, in provincia di Cosenza, nasce uno dei dolci più particolari della tradizione calabrese: la pitta ’mpigliata, o anche pitta ’nchiusa, cosi’ definita a seconda delle zone. È un dolce secco e profumato, preparato soprattutto nel periodo delle feste locali, ma in generale oggi si può trovare anche in altri periodi dell’anno, soprattutto nelle fiere in occasione delle feste del patrono. Il suo aspetto ricorda una corona di roselline dorate con un profumo di miele persistente: ad arricchire la ricetta noci, uvetta, cannella, chiodi di garofano e scorza d’arancia. In questo video tutti i passaggi per farla a casa. Si conserva anche per un mese, avvolto nella pellicola trasparente. Si trova in genere anche negli stand dei mercati nei paesi calabresi e difficilmente delude, mantiene infatti la sua caratteristica di dolce artigianale.
La storia della pitta ’mpigliata parte nel Settecento. A San Giovanni in Fiore, piccolo centro silano, un documento notarile del 1728 cita questo dolce come dono nuziale: “A fine pasto dovrà offrire la pitta ’mpigliata, preparata anzitempo curando che la pitta sia di finezza giusta”. Da dolce delle grandi occasioni è poi diventata presenza fissa delle feste, tanto da essere chiamata anche pane dei naviganti: veniva infatti portata in viaggio dai calabresi emigrati all’estero grazie alla sua lunga conservazione.
LA RICETTA DELLA PITTA ‘MPIGLIATA O PITTA ‘NCHIUSA
La ricetta si prepara partendo dalla sfoglia sottile di farina, olio e vino dolce, tirata a mano e farcita con un composto di noci, uvetta, miele, cannella, chiodi di garofano e scorza d’arancia. Le strisce vengono poi arrotolate su sé stesse per formare piccole rose, disposte su una base di pasta e cotte lentamente fino a diventare dorate e croccanti. Una volta sfornata, la pitta viene spennellata con miele caldo e lasciata riposare anche per un paio di giorni prima di assaporarla. È un dolce che racconta la pazienza e la ricchezza della tradizione calabrese, capace di unire gusto, forma e memoria in un’unica preparazione.
INGREDIENTI PER LA SFOGLIA
500 g di farina 00
2 uova
10 cucchiai di olio evo
1 bicchiere di vino bianco
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
INGREDIENTI PER IL RIPIENO
200 g di noci
200 g di mandorle tostate
250 g di miele
50 g di pinoli
100 g di fichi secchi
100 g di uva passa
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di cannella
1 scorza di arancia grattugiata
1 scorza di mandarino grattugiata
Liquore all’anice q.b. in alternativa mezzo bicchiere di vino bianco
PREPARAZIONE
Anzitutto tritare le noci e le mandorle con un coltello, tagliare i fichi secchi a pezzetti piccoli, mettere l’uva passa in una ciotola con acqua tiepida e lasciatela ammollare per 10 minuti, poi strizzarla bene e aggiungerla aglia altri ingredienti. In un pentolino sciogliere il miele a bagnomaria, mescolando di tanto in tanto. In una terrina, unire tutti gli ingredienti del ripieno: le noci, le mandorle, i pinoli, i fichi, l’uva, lo zucchero, la cannella, la scorza d’arancia e il liquore all’anice. Aggiungere il miele fuso e mescolate bene. A questo punto si puo’ preparare la sfoglia. In una ciotola, setacciare la farina con il lievito e predisporla a vulcano, con il cratere nel centro.. Rompere le uova e mettetele nel cratere, insieme al sale, all’olio e al vino. Impastate con le mani fino a ottenere un composto liscio ed elastico. Dividere l’impasto in tre parti uguali e stenderle con un mattarello su una spianatoia infarinata, oppure con la nonna papera, formando delle sfoglie sottili ma non troppo. Dividere due parti della sfoglia in strisce rettangolari alte circa 4-5 cm al massimo di altezza, serviranno per creare le roselline. Prendere una teglia rotonda e ungerla con un po’ di olio. Spolverizzare con un po’ di zucchero, cannella e miele. Oppure foderarla con carta forno. Adagiare una sfoglia circolare sulla teglia, facendola aderire bene ai bordi. Sarà la base della Pitta ‘Mpigliata. Tagliare le altre due sfoglie a strisce larghe circa 5 cmdi altezza e lunghe 26-28 cm circa e spalmarle con il ripieno, lasciando un bordo libero di 1 cm. Arrotolare le strisce su se stesse, formando delle roselline. Disporle sulla sfoglia che è la base del dolce, una accanto all’altra, fino a riempire tutta la superficie della teglia. Stringerle tra di loro in modo da non avere fessure aperte. Spennellare le roselline con un po’ di miele. Ripiegare i bordi del disco sulla base del dolce verso l’alto come per abbracciare le roselline, facendo anche qualche piega per farla aderire bene. Come si fa normalmente per le crostate. Infornare la pitta ‘mpigliata in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40-50 minuti, o fino a quando sarà ben dorata.
Sfornare la pitta ‘mpigliata e lasciarla raffreddare. E’ piu’ buona dopo un paio di giorni. E’ un dolce che si assapora freddo perche’ avra’ raggiunto la croccantezza necessaria e gli aormi saranno tutti integrati in un unico armonioso sapore. Et Voilà… La Pitta ‘Mpigliata o Pitta ?chiusa è pronta…


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.