Tangeri, la città che accolse Matisse e Bowles, ma anche Burroughs, Capote, Tennessee Williams, i beat erranti, jazzisti come Randy Weston e Dizzy Gillespie e, più tardi, lo sguardo elegante di Yves Saint Laurent, conserva ancora quel fascino sottile da soglia del mondo. Per molti rimane un mito fatto di letteratura, disobbedienza e luce mediterranea. Eppure, arrivando oggi, la sorpresa è dietro l’angolo. Accanto alle tracce dei suoi habitué d’antan, Tangeri si offre come un laboratorio contemporaneo: gallerie d’arte, fondazioni per la fotografia, librerie, cinema, restaurati, progetti urbanistici che stanno ridisegnando il porto e il lungomare e che fanno parlare di una “nuova Dubai. Il suo magnetismo non è svanito: si sta trasformando.
Certo le pagine di Il tè nel deserto di Paul Bowles resteranno per sempre, ma oggi si possono leggere anche quelle di Souleiman Berrada, che ha appena presentato a TV5 Monde Maghreb Orient Express il suo libro Le Bagneur. Berrada lavora alla Fondation pour la Photographie ed è sempre disponibile per conversare e dare consigli sulla nuova Tangeri. La Fondazione, voluta nel 2018 dal fotografo francese Daniel Aron e da sua moglie Françoise, occupa un edificio bianco praticamente nascosto tra i cipressi inglesi, sulla collina della città, un punto d’incontro per vedere mostre, seguire eventi, sfogliare i libri della biblioteca di arti visive. Un altro polo culturale che esce dai sentieri battuti è la Libreria Les Insolites con il suo ricco calendario di incontri con gli autori, mostre con artisti che lavorano la carta e libri che parlano d’Africa, Maghreb, studi postcoloniali, letteratura contemporanea mediterranea. Ha ricevuto il Prix de la Librairie hors de France, assegnato da Livres Hebdo, per la promozione della lettura tra il pubblico marocchino. Non c’è, quindi, da stupirsi se si trova su ogni libro una scheda scritta a mano con la recensione personale del volume fatta dai librai o da chi lo ha letto, per andare oltre quello che si trova sulla copertina.
Un’energia che dall’arte passa al cinema, grazie alla programmazione e agli eventi della storica sala di proiezioni Rif, oggi diventata il primo centro culturale cinematografico del Nord Africa; e alla danza, come quella del Groupe Acrobatique de Tanger. Sono tredici ballerini che s’ispirano agli acrobati marocchini, in origine guerrieri, specializzati nella costruzione di piramidi umane che permettevano di spiare il nemico dall’alto delle mura. Con il tempo, questa pratica è diventata un’arte e gli spettacoli del Gruppo sanno infondere l’energia dei corpi con la musica che mixa hip hop e Gnawa, lo stile musicale del Maghreb. Anche i giardini offrono il loro spettacolo naturale: molti sono custoditi nelle residenze private, sulla collina di Tangeri, altri si possono visitare. Tra questi il Donabo, creato dalla principessa Malika El Alaoui e dall’artista Paul Belvoir, e il Rohuna, giardino terrazzato su una collina a 60 chilometri da Tangeri, nato dalla passione del botanico e scrittore italiano Umberto Pasti. Ha piantato e curato piante autoctone, ma non solo, e si passeggia tra rare specie botaniche e fiori profumati, accomodandosi sulle sedie in oleandro, tipiche della regione, magari per leggere il suo romanzo Arabesco (Bompiani).

E poi c’è lo scenario urbano che sta cambiando visibilmente. Dal Tanger Med, il principale porto dell’Africa appena fuori città, che si ammira dall’alto arrivando in aereo, alla ristrutturazione del Gran Stade de Tanger, lo stadio che oggi può ospitare 80 mila persone, anche in vista dei Mondiali di Calcio del 2030 che si giocheranno tra Spagna, Portogallo e Marocco. Sul lungomare fervono i lavori per il nuovo Tanja Waterfront. Il progetto, che prevede appartamenti di lusso, hotel 5 stelle, shopping center, ristoranti, è curato da Eagle Hill Morocco, società di investimenti immobiliari, costituita e presieduta da Mohamed Alabbar, noto per aver fondato Emaar Properties, l’azienda che ha costruito il Burj Khalifa e il Dubai Mall. Il modello sarà un po’ quello del Marina Bay International, il primo porto turistico urbano del Marocco, che si trova sempre sul lungomare di Tangeri e che offre più di 1400 posti barca distribuiti su due bacini, oltre a ristoranti e locali alla moda dove ballare e tirare l’alba guardando il Golfo di Gibilterra.



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