tvsvizzera.it
articolo di Daniele Mariani
“Il grande fallimento di Giorgia Meloni è il crollo delle nascite”
Ci voleva la stampa svizzera per mettere in evidenza il fallimento delle misure del governo Meloni sul fronte della famiglia, dei giovani e delle donne, che mette in relazione la fuga dei giovani dal Belpaese in cerca di lavoro e le culle vuote. La correlazione è quanto mai semplice: se chi puo’ mettere al mondo un figlio emigra invece all’estero, chi potrà fare bambini se rimangono solo gli adulti e i vecchi? C’è bisogno quindi di lavoro, di riforme strutturali che favoriscano le donne, di asili nido, di salari adeguati.
Giorgia Meloni ha definito la natalità “una priorità assoluta”, ma le misure adottate – qualche bonus, sgravi fiscali e l’aumento del congedo parentale – hanno prodotto “risultati ancora insufficienti”.
Le misure per rilanciare la natalità in Italia non hanno finora dato nessun esito. La stampa della Svizzera tedesca e francese s’interessa questa settimana anche all’educazione sessuale nelle scuole italiane, a una multinazionale dell’agroalimentare e alla polemica sulla carbonara.
Tvsvizzera.it, riporta alcuni articoli pubblicati oltralpe e rileva che le misure adottate da Giorgia Meloni non sono state capaci di attenuare il calo delle nascite ma si è assistito ad un vero e proprio crollo. Si mette inoltre in relazione il crollo delle nascite con l’emigrazione dei giovani che in Italia non trovano lavoro, l’assenza di asili nido, l’occupazione tardiva delle donne che pertanto non possono progettare un futuro con figli prima dei 32 anni, soglia che rappresenta l’età metà media. “Le cause sono strutturali e sociali”, rileva Heidi.News: “L’Italia è il Paese più vecchio d’Europa”, con un’età mediana di 44,7 anni. Le donne fanno il primo figlio a 32 anni, spesso “non per scelta”, ma per precarietà, studi lunghi e difficoltà abitative. Mancano servizi: “Assenza di posti in asili nido, scuole aperte solo mezza giornata”. La conciliazione lavoro-famiglia è difficile e “una madre su cinque lascia il lavoro”. Per la politologa Giorgia Serughetti, “serve un piano ampio e ben finanziato, non misure isolate”.
Il problema non è solo “quello delle culle vuote, ma anche quello degli aerei pieni di giovani che partono, avverte l’economista Tommaso Nannicini: in 10 anni l’Italia ha perso 254’000 residenti tra i 25 e i 34 anni. La questione è economica (pensioni, manodopera) ma anche identitaria: Meloni ha proposto incentivi fiscali alle madri di due figli per il loro “contributo importante alla società”. La natalità diventa “un dovere verso la nazione”, legato al triptico “Dio, patria, famiglia”. In questa visione, è “impossibile vedere nell’immigrazione una soluzione”: nonostante l’aumento dei permessi di lavoro, il Governo “non porta avanti alcuna politica d’integrazione” e ha persino “bloccato una riforma sulla cittadinanza”.
La natalità in Italia (e nei Paesi occidentali) in caduta libera
I dati sono stati pubblicati già un mese fa, ma il tema resta di un’attualità scottante: il tasso di natalità nei Paesi occidentali è in caduta libera e in Italia ha raggiunto il livello storicamente più basso, con un numero medio di figli per donna nel 2024 pari a 1,18. La rivista online Heidi.NewsCollegamento esterno s’interessa da vicino al caso italiano in un articolo intitolato “Il grande fallimento di Giorgia Meloni è il crollo delle nascite”.
Il declino demografico, iniziato negli anni Novanta, è diventato “un incubo” anche per Elon Musk, che su X ha scritto: “L’Italia sta scomparendo”. Nel 2024 si sono registrate solo 369’944 nascite, “uno dei tassi più bassi d’Europa”, mentre la popolazione italiana è destinata a calare del 7% entro il 2050.

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