Photo/ Margaret Bourke-White “L’opera 1930-1960”

Dopo l’esposizione a Torino nel 2024, la mostra prodotta da CAMERA, Margaret Bourke-White. L’opera 1930-1960 arriva dal 25 ottobre 2025 all’8 febbraio 2026 nelle sale dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia.

 

Attraverso oltre 150 fotografie di straordinaria forza, l’esposizione racconta le profonde trasformazioni del mondo moderno e offre un ritratto vivido di una delle figure più emblematiche della fotografia del Novecento. Un percorso affascinante, a cura di Monica Poggi, che ripercorre il lavoro, la vita e l’esperienza umana di Margaret Bourke-White, testimone instancabile del suo tempo e pioniera capace di superare barriere e confini di genere.

 

Margaret Bourke-White (New York14 giugno 1904 – Stamford27 agosto 1971) è stata una fotografa statunitense. Fu la prima fotografa straniera ad avere il permesso di scattare foto in URSS e la prima donna fotografa per il settimanale Life.

 

 

 

Nacque nel Bronx il 14 giugno 1904, figlia di Joseph White, inventore e naturalista e Minnie Bourke; avviata agli studi di biologia frequentò, ancora studentessa del college, alcuni corsi di fotografia.

La carriera professionale inizia nel 1927. All’età di vent’anni iniziò a scattare fotografie industriali.
Nel 1929 si compì la svolta professionale: conobbe Henry Luce, caporedattore di Time, che la invitò a trasferirsi a New York per collaborare alla fondazione di una nuova rivista illustrata: Fortune.

Erano gli anni della Depressione e dell’importante campagna fotografica della Farm Security Administration e anche la Bourke-White con il futuro marito, lo scrittore Erskine Caldwell, intraprese un viaggio di ricerca e documentazione sociale nel sud, che sfociò nella pubblicazione del libro You Have Seen Their Faces. La fotografia della Bourke-White fu emblematica sia per i contenuti che per lo stile. Fin dagli inizi, la sua carriera abbracciò la visione moderna tipica di quegli anni, di un mondo dominato dalla fede nel potere della macchina e della tecnologia.

 

 

Durante il periodo di mostra, con un programma di incontri pubblici con i più importanti specialisti del settore, sarà approfondito il cosiddetto “Secolo americano”, insieme di caratteri storici, culturali, ideologici, economici e sociologici che hanno segnato il secolo trascorso e ancora incidono profondamente nella cultura e nelle vicende del presente.

promossa da Fondazione Palazzo Magnani(si apre in una nuova finestra) in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia(si apre in una nuova finestra)

Un percorso affascinante che attraverso oltre 120 fotografie ripercorre il lavoro, la vita e l’esperienza umana di Margaret Bourke-White (New York, 14 giugno 1904 – Stamford, 27 agosto 1971), testimone instancabile del suo tempo e pioniera capace di superare barriere e confini di genere.

Dalla copertina del primo numero della leggendaria rivista Life (1936), agli iconici ritratti a Stalin e a Gandhi, dai reportage sull’industria americana ai servizi realizzati durante la Seconda guerra mondiale in Unione Sovietica, Nord Africa, Italia e Germania, dove documenta l’entrata delle truppe statunitensi a Berlino e gli orrori dei campi di concentramento. Costretta ad abbandonare la fotografia a causa del morbo di Parkinson, dal 1957 Bourke-White si dedicherà alla sua autobiografia, Portrait of Myself, pubblicata nel 1963. Morirà nel 1971 a causa delle complicazioni della malattia.

Suddivisa in 6 sezioni tematiche, l’esposizione ripercorre, oltre alle tappe salienti della carriera di Margaret Bourke-White, anche la profonda umanità e l’incredibile forza del suo carattere.
Donna libera e anticonformista, Bourke-White seppe imporsi in un mondo dominato dagli uomini, diventando negli anni Trenta una delle figure femminili più celebri d’America. Con uno sguardo capace di passare dall’imponenza industriale alla vulnerabilità dell’essere umano, l’artista ha saputo coniugare sensibilità artistica e coraggio civile, lasciando un segno profondo nella storia della fotografia del Novecento.

 

 

Per entrare nel mondo di Margaret Bourke-White e approfondire i molteplici aspetti della storia che la sua fotografia racconta, la Fondazione Palazzo Magnani propone anche un ciclo di incontri pubblici(si apre in una nuova finestra) da novembre a febbraio, con alcuni tra i più autorevoli specialisti del cosiddetto “Secolo americano”. Un’occasione per esplorare i caratteri storici, culturali, ideologici, economici e sociologici che hanno segnato il Novecento e che ancora oggi influenzano profondamente la cultura e la società contemporanea.

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