Un paradiso per chi fa immersioni. Non tutti sanno che sui fondali della Calabria, nella celebre Costa Viola fino a Scilla, si trova la più grande foresta di corallo nero del mondo, con oltre 30.000 colonie distribuite su fondali rocciosi tra i 50 e i 110 metri di profondità. Si tratta di uno dei dei siti d’immersioni più belli di tutta Europa. Sui fondali rocciosi di questo tratto di Costa Viola sono presenti ben 30.000 colonie di corallo nero. Questa straordinaria biodiversità crea scenari sottomarini che ricordano i mari tropicali e rappresenta uno dei siti di immersione più suggestivi d’Europa. La ricchezza della zona è favorita dal continuo ricambio d’acqua dello Stretto di Messina, che apporta nutrienti fondamentali per la vita marina. Il corallo nero, Antipathes subpinnata, è composto da piccoli polipi che producono carbonato di calcio, formando uno scheletro simile a un albero. Scenari sottomarini in Calabria che ricordano i mari tropicali e rappresenta uno dei siti di immersione più suggestivi d’Europa. Scilla è una rinomata località turistica situata su un promontorio, all’ingresso nord dello Stretto di Messina, affacciata sul Mar Tirreno. Di fronte in Sicilia, Cariddi. Si tratta della più grande foresta di corallo nero presente al mondo.
A documentare la presenza della foresta di corallo nero più estesa del mondo è stato “Rov”, un robot sottomarino utilizzato per le analisi e per osservare, filmare e fotografare. Questo robot marino ha ripreso e fotografato varie specie di coralli, gorgonie, alcionari e tanti pesci, alcuni anche rari sul Mediterraneo. Equipaggiato anche per acquisire campioni fino a 400 metri di profondità, il robot subacqueo, durante la sua missione nella foresta di corallo nero, ha individuato anche tante specie marine, fra cui molti invertebrati.
Il più conosciuto è il corallo rosso, ma esistono anche le specie gialla e bianca. I polipi del corallo nero hanno sei tentacoli piuttosto piccoli, al contrario del corallo rosso in cui si contano otto tentacoli. Ma le sorprese non finiscono qui.
Poco più a nord di Scilla, nel Golfo di Lamezia, sono state osservate, a circa 150 metri di profondità, per la prima volta nel loro ambiente naturale, cinque altre colonie di un’altra specie di corallo nero, il rarissimo “Antipathes dicotoma”.
Risultato non da poco se si pensa che, a livello mondiale, sono stati raccolti e studiati solo cinque esemplari di questo coralligeno, l’ultimo dei quali, individuato nel 1946 nel Golfo di Napoli, venne donato al Museo dell’Università di Harvard. Insomma, nche il Mediterraneo ha le sue barriere coralline. Queste missioni, nelle acque della costa tirrenica calabrese, hanno fatto comprendere ai biologi marini come i fondali rocciosi, fra i 50 e i 400 metri di profondità, rappresentino delle vere e proprie miniere in materia di biologia e ecologia.



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