PHOTO/ GIANNI BERENGO GARDIN IL FOTOGRAFO GENTILE E LA “BUONA” FOTOGRAFIA

Gianni Berengo Gardin
Santa Margherita Ligure, 10 ottobre 1930 – Genova, 6 agosto 2025
[ Lei pensa di essere un fotografo gentile?]
La gentilezza è una cosa rara, perché è un mondo aggressivo a tutti i livelli. Gentilezza è quella che c’era una volta. Probabilmente non ai tempi dei nostri nonni ma dei nostri papà c’erano persone gentili. Io credo di essere una persona gentile, ma lo credo solamente; non so se nella realtà sono una persona gentile. Penso di essere un fotografo, né gentile, né non gentile. In certe situazioni si è più gentili, direi quasi romantici e in altre si è molto più duri, secondo cosa si fa. Quando ho fotografato nei manicomi ero drammaticamente poco gentile perché ero in un ambiente completamente ostile ai poveri degenti e quindi ero molto poco gentile nei confronti di chi li torturava. Erano proprio dei lager. Anche quando ho fatto i due libri degli zingari ero gentile con loro. Io sono quasi sempre gentile con chi fotografo. Non credo nelle belle fotografie. Di belle fotografie se ne fanno tante, ma sono completamente inutili, sempre secondo me. Dicono che io pontifico, ma io dico solo quello che penso. Una volta dicevo anch’io “che bella fotografia”, poi una volta sono stato da Ugo Mulas che mi mostrava i suoi scatti – io ero appeno agli inizi, ero molto giovane – e continuavo a dirgli “che bella questa fotografia”, “questa è bellissima”. Più io commentavo entusiasta in questo modo, più lui si alterava. A un certo momento mi ha detto: “Se dici ancora che è bella una mia fotografia, io ti caccio fuori”. Io ero imbarazzatissimo perché ero giovane e lui era già Ugo Mulas. Allora gli ho chiesto: “Scusi Maestro, ma cosa devo dire per dire che le sue fotografie sono belle. E Mulas mi ha risposto: “Non devi dire che sono belle, ma devi dire che sono buone”. Ma tra me e me pensavo che bella o buona più o meno fosse la stessa cosa. “No”, mi spiegò: “Belle sono fotografie esteticamente perfette, ben composte, che però non dicono niente. Una buona fotografia racconta e dice delle cose, comunica qualcosa. Anche la bella fotografia comunica, ma comunica cose inutili”. Da allora non ho detto più “bella fotografia” ma “buona fotografia”.

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