La razza di capre dell’Aspromonte rustica e frugale che fa solo 1 litro e mezzo di latte e non 5 litri come quella francese e il casaro calabro che sta cercando di salvarle dall’estinzione
Tra le montagne dell’Aspromonte nel versante basso Ionico, a Roccaforte del Greco in provincia di Reggio Calabria, c’è un’azienda agricola che cerca di rilanciare il territorio attraverso la pastorizia. È quella di Francesco Saccà, erede di una famiglia di proprietari terrieri da generazioni, che oggi gestisce circa 300 ettari tra oliveti, boschi di castagni, frutteti e pascoli. Qui, Saccà ha deciso di puntare tutto su una razza quasi in via d’estinzione: la capra dell’Aspromonte, portata alla ribalta nazionale anche durante il recente Cheese 2025 a Bra, in Piemonte, dove l’azienda ha presentato ufficialmente il nuovo presidio dedicato alla tutela di questi animali, dei pascoli e dei saperi locali legati alla pastorizia.
Il presidio della capra dell’Aspromonte nasce proprio con l’obiettivo di preservare questa razza: “Non c’è più nessuno che vuole fare questo lavoro. Ad oggi nel Presidio siamo 3 produttori e allevatori, speriamo che con questa mossa si possa rilanciare l’attività, gli animali e i saperi tradizionali. Perché l’intento non è solo preservare un tipo di formaggio ma anche i pascoli e la pastorizia di queste zone”. Infatti uno dei più importanti problemi è la mancanza di lavoratori: “Io sono fortunato perché ho gli stessi dipendenti da 30 anni, ma non se ne trovano di nuovi qui in Calabria e gli extracomunitari non vogliano fare questo lavoro”.
I formaggi caprini e la riscoperta della musulupa
I formaggi di Francesco raccontano la storia del territorio e delle sue tradizioni. Dal classico canestrato, stagionato in casolari in pietra e un tempo preparato a fuoco vivo e poi inserito nelle forme di giunco ora sostituite con quelle di plastica anche per motivi igienico sanitari. “Inoltre come azienda stiamo cercando di far scoprire un latticino antico, quasi dimenticato: la musulupa, un formaggio fresco di latte misto capra-pecora preparato in passato durante la Pasqua e modellato in forme di legno a figura femminile”.

La forma con cui si fa la musulupa

La musulupa
La produzione non si ferma qui e spazia dalle stagionature brevi fino ai pecorini e caprini più invecchiati, venduti in fiere, nei mercati di Campagna Amica e direttamente in azienda. “Cerchiamo di fare formaggi invecchiati anche di qualche anno, ci piace sperimentare e offrire gusti diversi”, aggiunge. Con la capra dell’Aspromonte al centro del suo lavoro, Francesco Saccà non difende solo un animale o un formaggio, ma un intero modo di vivere le montagne calabresi.