Nel 1783 un violento terremoto, tra i terremoti più distruttivi della Calabria danneggiò gravemente il borgo costringendo gli abitanti ad andare via. Le continue frane portarono infine all’abbandono completo negli anni ’60. Tuttavia, dalla fine del Novecento, Pentedattilo ha conosciuto una rinascita grazie all’impegno di volontari e associazioni culturali. Oggi è un suggestivo borgo fantasma visitato per la sua atmosfera unica, le storie misteriose e l’affascinante panorama sulla costa ionica reggina. Trattandosi di un piccolissimo borgo non c’è tanto da vedere, ma vale la pena andarci per ammirare la meravigliosa costa dall’alto. Da qui, infatti, si può osservare sia il mare Ionio che l’Etna quando si va nel punto più alto. Una tappa fondamentale è la piazzetta da dove si arriva dopo aver percorso via san Pietro. Un altro punto molto visitato è la Rocca di Pentedattilo. Il borgo ospita alcune piccole botteghe artigianali e alloggi per dormire.
C’è chi le chiama “ghost-cities”, sta di fatto che i piccoli villaggi abbandonati costituiscono un attrattore affascinante per chi è a caccia di storie e leggende gotiche. Tra i “paesi fantasma” calabresi, il borgo di Pentedattilo è un vero e proprio set cinematografico a cielo aperto. Pentedattilo, Calabria misteriosa e seducente, ti aspetta per raccontare la sua storia sospesa, che attinge a una lugubre strage familiare: la “Strage degli Alberti”, dal nome della nobile famiglia che nel Cinquecento reggeva il territorio. Di recente anche un film di RaiCinema, Tutto a posto, tra i paesaggi ha inserito oltre a Reggio calabria e Scilla, anche Pentedattilo.
Fu un delitto passionale ed efferato a insanguinare il borgo di Pentedattilo, destinato, secondo la maledizione, a richiudere le sue cinque dita rocciose sull’abitato (perciò dette “Mano del Diavolo”). Qualcuno sostiene di sentire ancora oggi le urla del marchese Lorenzo Alberti durante le sere d’inverno.

Cosa vedere a Pentedattilo? L’antica Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, precedente al Trecento e impreziosita dall’inconfondibile campanile. Quando visitare il borgo di Pentedattilo? In ogni stagione dell’anno, per apprezzare le diverse sfumature di colori e profumi che lo circondano; in estate per gli eventi artistici e culturali, come il Festival Paleariza, di cultura grecanica, e la rassegna cinematografica internazionale di cortometraggi “Pentedattilo Film Festival”.
Gli splendidi dintorni di Pentedattilo, Calabria aspromontana, sono perfetti per una serie di escursioni e trekking a piedi, in bici e a cavallo. Il borgo di Pentedattilo è una delle porte di accesso al Parco Nazionale d’Aspromonte, in particolare a un sentiero di visita molto apprezzato dagli amanti della letteratura: il Sentiero dell’Inglese sulle tracce dello scrittore Edward Lear, tra i protagonisti del Grand Tour in Calabria, parte della rete ufficiale dei “Cammini in Calabria”.

Lo stesso percorso di Pentedattilo, Calabria tra storia, arte e natura, ha ispirato anche l’esperienza artistica di Maurits Cornelis Escher, l’incisore e grafico olandese che rimase talmente affascinato dal borgo di Pentedattilo da farne una delle icone della sua arte litografica.
Percorrere l’itinerario alla scoperta degli “scorci escheriani” è un’altra affascinante modalità di visita.
La storia di questo paesino, ormai dichiaratato sicuro, è diversa da quella degli altri borghi abbandonati, poichè da qualche anno Pentedattilo ha ripreso vita, trasformandosi in un brillante modello di ospitalità diffusa. Il borgo, racchiuso in una mano rocciosa, è custode di storie e leggende affascinanti. Le storie di fantasmi e amori traditi attirano appassionanti ma anche semplici curiosi. Questo non significa che siamo tutti amanti del macabro, ma spesso queste storie sono legate a borghi abbandonati dove si assaporano momenti di pace ed armonia con la natura. Luoghi che dopo una catastrofe, sono diventati disabitati e sono rimasti fermi nel tempo, diventando le ambientazioni di storie di fantasmi misteriosi e presenze soprannaturali. La nostra Italia conta più di 6000 borghi “fantasma”, paesini affascinanti che celano racconti spesso tetri. Uno di questi si trova tra le montagne dell’aspromonte della costa jonica in provincia di Reggio Calabria. Pentedattilo è un paese che fu abbandonato dagli abitanti a causa delle micacce naturali, in particolare terremoti e alluvioni. Il suo nome è dovuto alla forma della roccia sulla quale insiste, infatti, è simile ad una mano di pietra gigante.

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