
Panini imbottiti, pinsa romana e primi espressi; ma anche fritture di pesce, pucce pugliesi e diverse opzioni vegetariane: la guida per orientarsi in uno dei mercati più accoglienti di Roma, anche per colazione e pranzo dove puoi anche prendere un aperitivo e spendere poco nel Baretto che tiene bassi i prezzi dove un caffè da sempre costa meno che nei numerosi bar vicini e dove addirittura i clienti arrivano dalla Ambasciata inglese che ha sede a pochi passi dal Piazzale di Porta Pia
In principio erano i numerosi artigiani e commercianti del quartiere a venire al Mercato Nomentano di Piazza Alessandria a fare un break. Il Baretto ha i prezzi modici, diventa piano piano luogo d’incontro dove prendere un caffe’ con gli amici o un aperitivo. Spunta qualche tavolino, poi i tavolini raddoppiano, infine la bellissima idea di istituire una libreria, all’interno del mercato con i libri regalati dai residenti quando il Mercato aderisce al progetto Mercati d’Autore. E allora per leggere è necessario sedersi, quindi con vecchie tavole, cassette della frutta e legni di buona ventura si realizzano tavoli più accoglienti, dove possono stare anche quattro persone. Intanto succede che per non far morire il Mercato, che nel frattempo è diventato Mercato d’Arte i concessionari dei banchi s’inventano ognuno qualcosa. Il titolare della pescheria, Donato, apre sempre all’interno del Mercato un piccolo bistrot dove prepara piatti a base di pesce per il pranzo. Fino a che arrivano due chef, che lasciano il lavoro per aprire uno spazio dove proporre i loro piatti, e qui c’e’ il boom… Se arrivi tardi non riesci piu’ a mangiare. Tutti esauriti i tavoli, code davanti MordiRoma per assaporare una buona amatriciana, una cacio e pepe, o addirittura la Pajata. La pajata? Ma se per mangiarla bisogna andare a Trastevere o a Testaccio. No, loro te la servono al Mercato. Ed è un successo. Anche perchè i prezzi sono abbordabili, a differenza dei Ristoranti attorno, tra i più rinomati di Roma.
Quello a due passi da Porta Pia è sempre stato un Mercato un po’ speciale, inaugurato nel 1926 e progettato dalla prima donna a laurearsi in architettura alla Regia Scuola Superiore di Roma. Sotto la struttura umbertina con porte in ferro battuto oggi si respira un’aria un po’ diversa. Il Mercato è infatti stato il primo, nel 2015, ad aderire al progetto Mercati d’Autore per rivalutare e celebrare il fascino dei mercati rionali della Capitale. Un riordino interno e l’allestimento di tanti tavoli centrali, con una libreria per il book crossing e un calendario di eventi che coinvolgono tutti gli artigiani. C’è da dire che a detta di molti, è il Mercato più caro di Roma per frutta e verdura. I prezzi sono alti, i prodotti di prima scelta ma anche nei banchi del Mercato si spende come se il cliente dovesse pagare l’affitto del negozio del commerciante, che però in questo caso è solo un concessionario del Comune di Roma. Questo certo non farà piacere ai titolari dei banchi ma tant’è.

Qui infatti si può venire non solo per la spesa di frutta e verdura, pesce e macelleria, ma anche per una colazione a base di crostate fatte in casa al Baretto; un pranzo con un panino ben imbottito, un trancio di pinsa romana, o ancora un’insalatona, un primo espresso e pure una frittura di pesce.
Il mio Baretto

Al Baretto di Maria Valente trovate ospitalità, gradevolezza e prezzi accessibili, per i residenti è un’istituzione del Mercato Nomentano. Una garanzia a tutte le ore: dal caffè, cappuccino o spremuta fresca del mattino, con una brioche o una fetta di crostata fatta in casa (famosissima!), all’ora di pranzo. Al bancone si trovano sempre tramezzini ben composti (2 euro l’uno, il prezzo piu’ basso della zona), panini dalle farciture generose e insalatone miste. Ma anche piatti di verdure, insalate di pasta e frittate. Insomma, la pausa pranzo “di una volta”.
La Pescheria De Santis

La pescheria De Santis ha raddoppiato. Oltra al banco dove vende del pesce freschissimo proveniente per lo piu’ dall’Adriatico, ha aperto un box qualche banco piu’ avanti dove offre ai commensali del Mercato porzioni già pronte di insalata di mare, Amburger di pesce, Fritturine miste di mare con calamari e pesce di paranza, polpettine di mare e linguine espresse con gamberi, scorza di limone a soli 7 euro. Al banco, Donato, che è anche il proprietario della pescheria oltre al pesce fresco, che si trova tutti i giorni, sono disponibili su prenotazione anche piatti di pesce cucinati.
All’interno del Mercato c’e’ anche un’altra pescheria gestita da Mimmo e i suoi fratelli, una famiglia egiziana trapiantata a Roma che vende pesce di prima scelta tanto che i clienti affezionati vengono anche da altre parti di Roma e non è difficile trovarvi in fila per gli acquisti anche personaggi importanti della politica e della finanza, del resto il Ministero dell’economia è a pochi passi su via XX Settembre. Per chi inoltre non ama il pesce i banchi di macelleria offrono carni scelte di prima qualità che si puo’ trovare anche già preparata come le polpettine, gli spiedini misti e gli arrosticini. In ultimo, c’e’ Maria. Il miglior banco di frutta e verdura assieme a quello della cognata Paola dove puoi trovare anche i funghi porcini e i tartufi gentilezza e disponibilità.
Mordi Roma

Primi, secondi e panini tutti dedicati alla Capitale, in questo box in cui si resta ancorati al territorio. Si può ordinare una porzione di cacio e pepe per 7,50€ o un allesso alla picchiapo’ per 8,50€. Ma anche pasta e patate, zucca di stagione al forno, polpette al sugo e amatriciana e la pajata. Tutto disponibile anche in porzioni comode per la pausa pranzo in ufficio.
Con stupore i residenti della zona hanno visto che due fratelli hanno mollato i ristoranti stellati dove lavoravano e hanno aperto un chiosco nel mercato rionale di Roma Nomentano. E’ stato subito un successo perchè la zona all’ora di pranzo pullula di dipendenti dei ministeri circostanti e dei commercianti che non chiudono fino a sera e la voce si è diffusa in un botto.
Cucina di casa a prezzi popolari. Manuel e Tomas Santangelo condividono una passione di famiglia e esperienze in grandi ristoranti. Hanno trovato messo mano alle ricette di casa con qualche spunto creativo: due chef di esperienza che decidono di mettersi in gioco in una dimensione autenticamente popolare. A Roma quello che possiamo. Si chiama MordiRoma, ed è il box dedicato alla cucina romana dei fratelli Manuel e Tomas Santangelo. Ecco il loro progetto, con piatti caserecci e prezzi contenuti.

Con una mamma argentina e un papà romano, anche se è dalla nonna che hanno ereditato il piacere della cucina, i fratelli Santangelo sono cresciuti avendo a che fare con la ristorazione. Il padre ha lavorato infatti per decenni nei grandi ristoranti di Via Veneto, e poi ha avviato alcune sue attività. Tomas, che oggi ha 27 anni, non l’ha da subito seguito, ma ha lavorato come idraulico per diversi anni, finché non si è appassionato al lavoro di sala.

In quel solco è invece cresciuto Manuel, che di anni ne ha 31. Ha iniziato nella pizzeria al taglio di famiglia, seguito l’apertura di alcune pizzerie Farina di Luigi Beninati, poi ha deciso di studiare un po’ di più, diplomandosi all’Italian Kitchen Academy con lo chef Cappelli de Le Tamerici e Francesco Apreda dell’Idylio, grandi ristoranti romani. Da lì è entrato nella cucina del Mirabelle con chef Stefano Marzetti e poi approdato al tristellato di Enrico Bartolini al Mudec Milano. Di rientro a Roma, si è occupato dell’apertura di alcuni ristoranti di cucina internazionale e poi ha deciso, insieme a Tomas, di cercare un posto per loro.
Il loro MordiRoma ha aperto così il 24 giugno 2024. Il loro obiettivo è “portare le persone che lavorano qui intorno a venire a pranzo anche tutti i giorni. E questo lo facciamo proponendo prezzi contenuti e cambiando il menu anche ogni giorno, così si può trovare sempre qualcosa di nuovo”. Nessun problema nel reperire materia prima stagionale e fresca — c’è il mercato intorno — e per il repertorio di ricette si pesca dai ricordi di casa, senza dimenticare le esperienze nei locali di livello.






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