WINE/ CONSORZIO CIRO’ AL GIRO DI BOA PER IL NUOVO PRESIDENTE CARLO SICILIANI LA DOCG E’ SOLO L’INIZIO

Non solo la docg. Mentre si è da poco concluso il Ciro’ Wine Fest, con Helmuth-Koecher, sulla scia di quello che da sempre è il Merano Wine Fest, il giro di boa del Consorzio di tutela dei vini doc Ciro’ e Melissa è già cominciato e dopo Raffaele Librandi, il nuovo vertice punta su agricoltori, innovazione, enoturismo e sinergie territoriali. «Il nostro vino ha tutte le carte per essere protagonista nel panorama nazionale e internazionale. Per crescere serve l’impegno di tutti», dice Carlo Siciliani, neo presidente del Consorzio. C’è voluto molto tempo, ma i viticoltori calabresi hanno finalmente scoperto di avere una ricchezza territoriale e vitivinicola che va supportata anche attraverso strategie innovative, marketing, pubblicità  e soprattutto facendo rete tra produttori per raggiungere importanti traguardi e tra questi anche quello di dare una forte spinta al turismo in Calabria partendo proprio dal vino, con la collaborazione delle cantine che possono implementare l’accoglienza dei wine-lovers, in modo che una bottiglia di vino venduta al turista a Ciro’ possa ricordare il luogo, il cibo, il terroir, l’incanto di una vacanza immersi nella natura e circondati da tesori paesaggistici come lo sono i vigneti che guardano il mare.

 

Il comparto vitivinicolo resta uno dei motori economici e culturali più rilevanti della Calabria, ed il protagonista indiscusso è senza dubbio il Cirò. Siciliani prende il posto di Raffaele Librandi che ha guidato l’ente negli ultimi otto anni accompagnandolo in una fase di rilancio e sfide vinte come quella della Docg. Siciliani, imprenditore agricolo e figura di riferimento nel comparti, sarà affiancato dal nuovo consiglio di amministrazione composto da Armando Susanna, in qualità di vicepresidente, e dai consiglieri Salvatore Caparra (1964), Salvatore Caparra (1981), Massimiliano Capoano, Francesco De Franco, Gianluca Ippolito, Paolo Librandi, Vito Senatore, Domenico Spataro e Valentino Zito.

Il sito del Consorzio declama: «La nomina del nuovo presidente  rappresenta un segnale importante di continuità e innovazione per un territorio che ha ancora molto da raccontare, e soprattutto da offrire, nel panorama del vino italiano. Succede a un direttivo che ha posto le basi per una maggiore visibilità della denominazione. Con il suo insediamento, si punta a consolidare i risultati raggiunti e ad affrontare nuove sfide, portando il nome di Cirò e Melissa al centro del dibattito enologico italiano».

Il neo presidente Carlo Siciliani ha parlato del futuro del Consorzio e di ciò che rappresenterà il suo mandato.

 

La sfida per Siciliani oggi è duplice: da un lato consolidare quanto costruito e, al tempo stesso, far compiere al Cirò un nuovo salto di qualità, quindi rafforzare il posizionamento del brand Cirò, sia a livello nazionale che internazionale, puntando su tre direttrici: riconoscibilità, coerenza produttiva e una narrazione moderna, capace di unire tradizione e innovazione. “Dobbiamo essere più visibili, più compatti e ancora più ambiziosi. Ma per farlo, dobbiamo partire da chi il territorio lo vive ogni giorno: gli agricoltori, che oggi sono tra i soggetti più esposti alle difficoltà strutturali del comparto. Uno degli impegni prioritari del nuovo mandato sarà quello di supportare concretamente le scelte agronomiche, anche attraverso l’uso di strumenti tecnologici, progetti di ricerca applicata e bandi mirati. Vorremmo mettere in campo un progetto per migliorare la tempestività e l’accessibilità delle informazioni operative, in particolare per quanto riguarda la prevenzione delle malattie e l’uso corretto delle difese fitosanitarie in vigna”.

 

 

Enoturismo, marketing, pubblicità sono leve strategiche, parte fondamentale del valore culturale ed economico del vino, e il Cirò possiede tutte le caratteristiche per affermarsi come una destinazione esperienziale autentica. Le cantine potrebbero  implementare la loro attività  sul fronte dell’accoglienza, per trasformare la ricchezza delle esperienze individuali in un racconto collettivo e coordinato del territorio. Non si tratta di uniformare, ma di costruire una rete che renda più riconoscibile l’identità del Cirò anche agli occhi del visitatore. “Stiamo lavorando per fare del Cirò Wine Festival un vero punto di riferimento dell’enoturismo calabrese, capace di unire vino, arte, musica e racconto del territorio. L’obiettivo è che cresca come manifestazione diffusa e integrata, così da offrire al pubblico un’esperienza strutturata, coinvolgente e profondamente legata al luogo», dice Siciliani.

 

Rafforzare il dialogo con il mondo agricolo, con il sistema turistico e con le istituzioni, per costruire un’identità territoriale forte, riconoscibile e condivisa è questa la mission del Consorzio Ciro’ In questo contesto, la collaborazione con le amministrazioni comunali di Cirò, Cirò Marina e Melissa sarà centrale.

 

 

 

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